OpenArms rifiuta Malta,Tunisia e Spagna: chi li paga per scaricare in Italia?

Condividi!

Open Arms, vicepremier spagnola: «Potevano andare a Malta, non hanno voluto»

Hanno ufficialmente rifiutato anche le spiagge di Minorca:

Siamo tengono ostaggio i clandestini. Per un solo motivo: in Spagna li aspetta una multa da 900mila euro e il sequestro di fatto della nave.

Ostaggi di Open Arms, giornalista vicino ong rivela perché rifiutano Spagna: “non ripartirebbero più”

Ma hanno rifiutato anche Malta:

Spagna rivela: “Open Arms ha rifiutato Malta, esigono sbarco in Italia”

Ricordiamo lo scontro verbale tra i cittadini di Lampedusa e i trafficanti umanitari dell’ong catalana:

“Ma perché continuate a portarli qui? Non li vogliamo. Portateli altrove”. Con queste parole un gruppo di lampedusani ha contestato al molo di Lampedusa il fondatore di Open Arms Oscar Camps e Riccardo Gatti. “Questi guadagnano 5.000 euro al mese – grida un altro – e noi moriamo di fame”. “Siete voi a insistere per portarli qui – dice un’altra persona – perché non li portate in Spagna o in Francia?”.

Lampedusa: discussione al molo tra rappresentanti Open Arms e alcuni isolani

Lampedusa, Riccardo Gatti e Oscar Camps della Open Arms al molo. Alcuni isolani contestano le scelte della ong: "andate da un'altra parte, siete voi che li volete portare per forza qua"

Posted by Local Team on Friday, August 16, 2019

La risposta dei due trafficanti umanitari: “Nessuno ci dà un porto”. La Spagna ha dato loro un porto. E loro lo hanno rifiutato prima Algeciras, troppo lontano, e poi anche le vicine Baleari.

E fanno partire la solita sceneggiata à la Josefa:

Open Arms non vuole andare in Spagna e parte la sceneggiata: clandestini a nuoto verso Lampedusa

E’ tempo di chiamare questi personaggi con il loro nome: terroristi umanitari. Utilizzano – finanziati da oscuri personaggi, come emiri e multinazionali – i clandestini come bombe.

In questi 17 giorni hanno rifiutato, nell’ordine, i porti di Libia, Tunisia, Malta e ora Spagna. Avevano rassicurazioni dall’interno del governo che sarebbero sbarcati in Italia? Era, la Open Arms, un’arma puntata dei grillini alla testa di Salvini con la collaborazione di governi stranieri?

Ricordiamo che Oscar Camps, fondatore di Open Arms, ha ammesso:

Open Arms, il fondatore confessa: “Ho parlato con Merkel e Macron”

E nella nota del governo spagnolo che concede il porto di Algeciras, pare di leggere proprio questo.

Insomma, Salvini ha, come sempre, opposto una resistenza ad oltranza. Che ‘loro’ non avevano previsto.

Insomma: qui abbiamo una nave straniera che tiene ostaggio un centinaio di clandestini ricattando l’Italia. Che si inventa malati inesistenti con la collaborazione di medici di organizzazioni come Emergency e riconducibili al Vaticano. Che fabbrica minorenni con la prostata. E che rifiuta, con scuse sempre più bizzarre, qualsiasi porto che non sia italiano.

Non possono essere definiti altrimenti che terroristi umanitari. E di conseguenza andrebbero trattati.

Open Arms: “Dobbiamo sbarcarli in Italia, poi affittate Boeing per portarli a Madrid”

A questo punto ci si chiede: chi li paga per scaricare in Italia?

L’Ong catalana ha raccolto 3,6 milioni di euro in tre anni di attività. Almeno ufficialmente. Tra i suoi finanziatori Guardiola, grande amico del capo dei trafficanti umanitari, e dagli Emirati, attraverso il Manchester City.

VERIFICA LA NOTIZIA

Ed è curioso che gli Emirati finanzino chi traghetta clandestini islamici in Italia ma non abbia mai accolto nemmeno un profugo siriano.

Ora, qualcuno di voi dirà che il MC non è gli Emirati. E’ un po’ come la Uefa che crede alle sponsorizzazioni emiratine al club per aggirare il fair play finanziario.

A finanziare l’ong anche il Gruppo Ibazibal, compagnia marittima spagnola.

Il finanziamento delle ong da parte di compagnie marittime e assicurative è un elemento che torna spesso. Alcune ong, ad esempio MOAS dei coniugi Catrambone (che ha tagliato la corda non appena l’aria si è fatta pesante), sono addirittura state fondate da queste società che assicurano mercantili.

Il dubbio è che perdessero troppi soldi. Da quando invece nel Mediterraneo ci sono le Ong, le navi mercantili (e chi li assicura) perdono molti meno soldi a causa dell’obbligo di soccorso dei clandestini.

Un altro fiore all’occhiello è il vascello di lusso Astral, che batte bandiera inglese, donato da Livio Lo Monaco re dei materassi in Spagna. In appoggio ad Open arms a bordo del barcone a vela ci sono tre europarlamentari spagnoli e l’italiana Eleonora Fiorenza dirigente di Rifondazione comunista a Strasburgo dal 2014. La loro «missione» è riferire nella sessione plenaria del Parlamento europeo fra il 2 e 5 luglio sulle «povere» Ong vessate nel Mediterraneo.

Proactiva open arms è nata nel 2015. Il fondatore della Ong è Oscar Camps nominato «catalano dell’anno» grazie al successo umanitario.

Un altro membro di spicco dell’Ong spagnola è Riccardo Gatti, capo missione in mare. Da 40 anni vive in Spagna, ma fino alla maggiore età è cresciuto nel lecchese.

Per sostenere le due navi della flotta sono stati spesi 1,4 milioni di euro. E dal 2015 fino a maggio l’Ong ha traghettato in Italia 26.674 clandestini. In sostanza ci sono costati quasi mezzo miliardo di euro.

Magari il governo italiano potrebbe chiedere all’ong o al governo spagnolo di risarcirci le spese.




3 pensieri su “OpenArms rifiuta Malta,Tunisia e Spagna: chi li paga per scaricare in Italia?”

  1. x Vox
    Ogni tanto ho dei problemini ad aprire le pagine. Non é che ci stanno oscurando?

    Ho partorito un idea niente male.
    Bisognerebbe affidare ad ogni straniero in regola col permesso di soggiorno, uno straniero senza documenti e spiegargli che da quel preciso giorno è il tutore del neogiunto. Gli deve cercare un lavoro, deve badare che egli non delinqua, perché se così fosse, la responsabilità giuridica ricadrà su di lui. A questi punti sono certa che molti decideranno che non è il caso di rimanere e il loro virgulto sarà affidato ad un altro straniero naturalizzato.

Lascia un commento