300 IMMIGRATI METTONO A FERRO E FUOCO UN QUARTIERE DI MILANO: E’ STATA UNA RIVOLTA ISLAMICA – VIDEO

Condividi!

Volti oscurati per non farvi capire la verità. Il nuovo ‘must’ dei media sarà il “disagio dei ‘giovani delle periferie’…”. Tutto per non parlare della realtà: sono i figli degli immigrati afroislamici che stanno occupando il nostro territorio.

Da leggere uno dei tanti articoli sulla rivolta afroislamica di ieri in uno dei quartieri occupati di Milano. La parola proibita: immigrati. Eppure, basta guardare le immagini e quei volti per capire quale futuro di merda chi comanda sta preparando per voi.

VERIFICA LA NOTIZIA

L’annuncio era circolato in rete attraverso le storie di Instagram, messaggi veloci e destinati a sparire dopo pochi giorni, che ormai sono il sistema di comunicazione preferito dai giovani. Una sorta di social nel social. Poche parole: «Domani video, San Siro, ore 16, piazza Selinunte». Tanto è bastato a radunare una folla di più di 300 ragazzi e ragazze, moltissimi neanche maggiorenni che hanno fatto da scenografia al video di «Neima Ezza», rapper marocchino cresciuto nel quartiere di San Siro e che oggi vive a Baggio.

La rivolta del quartiere islamico contro la polizia italiana: “Questa è casa nostra” – VIDEO

Non semplici comparse, però, visto che i ragazzi sono saliti sul tetto delle auto e hanno iniziato a saltellare sui cofani delle macchine in sosta. Una situazione che ha provocato una pioggia di chiamate a polizia e carabinieri e sfociata, all’intervento delle forze dell’ordine con scene di guerriglia e i ragazzi che hanno lanciato pietre, bastoni e bottiglie contro polizia e carabinieri. Tanto che c’è stato bisogno del lancio di un lacrimogeno per disperderli.Nessuno è rimasto ferito, ma sono in corso le indagini della questura per individuare eventuali responsabilità dei ragazzi e di chi ha organizzato il «raduno». Nel mirino, ma per ora si tratta solo di «indizi» arrivati via social, il rapper Amine Ezzaroui, 19 anni, al secolo «Neima Ezza», un album alle spalle («Perif») realizzato grazie alla collaborazione-produzione dei ben più noti Jake La Furia e Big fish. Uno dei tanti rapper emergenti di quartiere a San Siro, cresciuti con la rabbia delle periferie addosso, in una zona in perenne bilico tra degrado e banlieue, tra case popolari, famiglie sfasciate, piccolo spaccio e odio verso la polizia. Avanguardia musicale cementata intorno al rapper «Rondo da sosa», alcuni album alle spalle, e più di un guaio con la polizia, che ruota intorno a piazzale Selinunte, via Tracia, via Zamagna.

Polizia e carabinieri costretti ad intervenire con i blindati per sedare rivolta nel quartiere islamico

Qui, alle sette di sera, un’ora e mezza dopo la «guerriglia», ci sono ancora settanta ragazzi radunati accanto alla rampa di un box. Hanno cappucci sulla testa, poche mascherine e alcuni giocano stancamente con un vecchio pallone di cuoio. Si guardano intorno e cercano di capire se i blindati dei carabinieri hanno lasciato il quartiere. Tutto è accaduto intorno alle 17.30 quando sono arrivate le segnalazioni per un assembramento di giovani in strada in via Micene. La prima pattuglia dei carabinieri intervenuta ha confermato la presenza di più di 300 ragazzi e per questo dalla questura si è deciso di inviare 5 squadre del reparto mobile e del battaglione dell’Arma. Nel frattempo attraverso le telecamere della zona, che rimandano le immagini in via Fatebenefratelli, gli investigatori hanno notato i ragazzi saltare sulle auto in sosta.

EMERGENZA SECONDE GENERAZIONI, SI PRENDONO L’ITALIA: “ANDATE VIA DAI NOSTRI QUARTIERI” – VIDEO

Quando i blindati sono arrivati in via Micene e gli agenti della sono scesi con caschi e scudi, i ragazzi si sono subito allontanati di corsa. Pochi metri dopo si sono «compattati» tra via Tracia e piazzale Selinunte e hanno attaccato la polizia lanciando sassi, bottiglie e bastoni al grido di «andatevene» e «fuori dalle nostre zone». Una sassaiola che ha costretto polizia e carabinieri a sparare un lacrimogeno per disperderli. Per ore il quartiere è rimasto presidiato dai blindati dei carabinieri. Ma non ci sono stati altri momenti di tensione.

Ora le indagini dovranno stabilire evenutali responsabilità di chi ha organizzato il raduno — vietato dalle norme anti contagio — e dare un nome a chi ha lanciato sassi e bottiglie contro gli agenti. Una reazione di rabbia che potrebbe essere il sintomo del malessere di molti giovani di periferia. E che per questo preoccupa ancora di più.

Queste sono le cose che i colleghi francesi hanno scritto per anni sulle rivolte afroislamiche nelle banlieus parigine. Siamo in presenza di giornalisti che si autocensurano per non scrivere la verità: abbiamo importato un esercito ostile nelle nostre città. E questo è solo l’inizio.

La soluzione è solo una: rimpatri di massa e stop ai ricongiungimenti familiari. Non dare all’invasore le nostre case popolari. L’Italia non è casa loro. Ma se la stanno prendendo fisicamente.

Ragazzi‘:




6 pensieri su “300 IMMIGRATI METTONO A FERRO E FUOCO UN QUARTIERE DI MILANO: E’ STATA UNA RIVOLTA ISLAMICA – VIDEO”

  1. Sta cominciando come in Francia, presto avremo le stesse cose, a Milano e Torino in primis, poi a cascata ovunque.
    E, sempre in Francia e Belgio, vedremo, alla prima occasione utile, quando ‘qualcuno’, avrà l’interesse ad armarli ed organizzarli, dandogli uno ‘scopo’ politico.
    Così iniziò la guerra in Siria e Libia, e in molti altri luoghi. I deboli governi progressisti possono reprimere finché vogliono i loro stessi cittadini bianchi, ma non reggeranno ai colpi incessanti che gli daranno le giovani generazioni colorate, soprattutto islamiche, i neri serviranno, come sempre, solo come carne da cannone.
    E’ a questo punto che i bianchi, di ogni età, verranno chiamati a difendere la patria, e la propria vita.

  2. I riformatori, ci vogliono. I riformatori, inteso come edificio, dove collocarlo e dargli una bella lezione. Io li metterei dentro assieme ai riformatori, I parlamentari, ad imparare l’italiano e le buone maniere e se non fanno a modo, “zo bot”, cioè giù botte, non a sangue ma i sonori scopaccioni.

  3. secondo me
    i leghisti fanno prima ad auscire con le mani alzate dalle loro case,
    anzicche aspettare che facciano effetto i vaccini
    e tali abitazioni vengano equamente distribuite agli africani

    in questo modo eviterebbero almeno battaglie e spargismento di sangue
    che sarebbero perse in partenza

Lascia un commento