Aborto, i sicari hanno ucciso 6 milioni di italiani dal 22 maggio del ’78

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L’aborto è un omicidio. Possiamo discutere solo se sia utile o meno proibirlo per diminuirne il numero, ma non è un diritto umano della donna, manco per il cazzo. Altrimenti sarebbe un diritto umano anche uccidere il fidanzato di una ragazza che ti piace, non impedisce anche lui la tua ‘felicità’?

E poi, l’aborto è anche una questione demografica. Il 22 maggio 1978, quarant’anni fa, veniva approvato il più grande genocidio mai concepito in Italia. Da allora sono stati uccisi prima di uscire dal grembo materno 6 milioni di bambini Italiani. Che poi è lo stesso numero – casuale – di immigrati presenti in Italia. Prima hanno creato il vuoto, poi lo hanno riempito.

Non è un caso che coloro che furono i più feroci sostenitori dell’aborto siano oggi i più esaltati fans dell’immigrazione:

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Tutto rientra in un più ampio piano a lungo termine di sostituzione etnica.

E anche se il ricorso all’interruzione di gravidanza – termine tecnico per l’omicidio di un bambino – è in costante calo tra le italiane, rimane comunque un’emergenza demografica e un’offesa alla sacralità della vita umana.

Va detto che, a differenza di quanto millantano i media di distrazione di massa, gli italiani non hanno mai votato a favore dell’aborto: il referendum radicale venne bocciato. Gli italiani approvarono, non abrogandola, la legge 194 che permetteva l’aborto solo in caso di pericolo per la madre: ‘pericolo’ che, come sappiamo, è stato poi utilizzato per dare il via libera ad aborti anche in caso di ‘disagio psicologico’, de facto il via libera all’aborto tout court.

Secondo l’ultimo dato disponibile, il numero di aborti è stato pari a 84.926, segnando un meno 3.1% rispetto all’anno precedente quando ne erano state registrate 87.639. Fortunatamente, parliamo nel 30 per cento dei casi di immigrate, ma ciò non toglie che anche 62 mila bambini italiani sono stati eliminati prima di nascere. E la diminuzione potrebbe essere dovuta all’effetto “pillola dei 5 giorni dopo”, ovvero l’aborto precoce.

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Un terzo degli aborti in Italia continua ad essere a carico delle donne straniere. Dopo un aumento importante nel tempo, gli aborti si sono stabilizzati e negli ultimi anni cominciano a mostrare una tendenza alla diminuzione assoluta, come del resto le nascite, ma una stabilizzazione come percentuale: sono il 30% di tutte le IVG. Per tutte le classi di età le straniere restano ancora più elevati delle italiane di 3 volte.

In conclusione: un italiano che oggi festeggia la legge 194 è come un ebreo che celebrasse la conferenza di Wannsee. Quel giorno è stato deciso lo sterminio preventivo di un popolo. E non tirate fuori il diritto della donna, quando si parla di diritti, si pensa sempre al più debole: è nel caso delle donna incinta, il più debole è il bambino nel suo grembo.

Di certo sappiamo che nessuna donna abortirebbe (diciamo il 99%) se non fosse costretta, quindi dobbiamo rimuovere i motivi economici che costringono le donne ad abortire. Ma nondimeno, la legge 194 è un omicidio di Stato.

E poi diteci che non sono bambini: il ‘feto’ che danza




3 pensieri su “Aborto, i sicari hanno ucciso 6 milioni di italiani dal 22 maggio del ’78”

  1. Sono anche fans dei trans. Comunque anche i cattolici del tempo potevano essere più incisivi, ma io non c’ero ero ancora in “viaggio nei pensieri di Dio e dei miei genitori” e testimonianze al riguardo non ne ho. Certo che i radicali sono tutto il contrario di tutto : sì all’ aborto, sì all’eutanasia, sì all’ utero in affitto, sì ai bimbi arcobaleno, in pratica NO ALLA VITA

    1. I radicali sono la negazione di tutto ciò che è la moralità, l’etica e il buon costume. Il peggio che possa esistere insomma. Pur avendo sempre ottenuto percentuali da prefisso telefonico a tutte le elezioni, essi hanno inciso nelle decisioni politiche in ambito etico-sociale più di chiunque altro.

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