In Emilia torna il business degli immigrati: cittadini in rivolta erigono barricate

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Il governo del ribaltone ha riaperto i porti e ora non sa dove mettere gli ospiti in arrivo.

In Emilia alla ribalta due situazioni: una nel capoluogo, a Bologna, l’altra invece in una piccola frazione di Ferrara, precisamente a Ravalle.

Nel primo caso a tornare alla ribalta è il centro “Mattei”, chiuso da Salvini insieme ad altri 2mila centri accoglienza e ora riaperto:

Troppi sbarchi, Governo riapre centro accoglienza a Bologna per 200 immigrati

Si tratta di un ulteriore segno della rincorsa, a livello sia nazionale e sia locale (lì dove il Pd è ancora radicato) allo smantellamento della gestione dell’immigrazione voluta da Salvini.

Ad aggiudicarsi il bando della Prefettura è stata un’associazione temporanea di imprese che ha affidato la struttura al consorzio L’Arcolaio, lo stesso che ha gestito il centro dal 2014 fino alla chiusura decretata da Salvini. E tornano i 35 euro:

Arriva il PD e spariscono i tagli di Salvini: COOP +50% per ogni profugo

Poi c’è i caso di Ravalle. Di cui abbiamo parlato. Dove abitano 350 persone e dove il governo vuole inviare 35 giovani maschi in età militare. Con la benedizione del vescovo Perego.

Su Repubblica è stato pubblicato un reportage in cui i cittadini di Ravalle si dicono pronti anche alle barricate, c’è chi vorrebbe bloccare le strade con i trattori:

E il PD elargisce prebende alle onlus amiche:

Da Regione Emilia Romagna 1 milione di euro in regalo alle Coop che assistono le profughe

E’ il tempo della rivolta. I cittadini non hanno la scorta personale come le divinità laiche del ribaltone.




Un pensiero su “In Emilia torna il business degli immigrati: cittadini in rivolta erigono barricate”

  1. Positivo il fatto che pure in Emilia-Romagna i cittadini si ribellino a questa capillare diffusione sul territorio di migliaia di finti profughi africani. Può essere solo d’aiuto per la candidata leghista alle Regionali di gennaio…

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