Veliero carico di clandestini islamici si schianta sugli scogli: non affoga nessuno

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A Santa Cesarea Terme, nel leccese, la scorsa notte un veliero con a bordo circa 18 clandestini si è incagliato sugli scogli. I clandestini si sono dileguati a piedi.

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I carabinieri hanno bloccato due stranieri, un curdo e un turco di 44 anni: quest’ultimo è stato identificato come lo scafista del natante e arrestato.

L’uomo è stato bloccato mentre, appena sceso da un tender, con il quale aveva abbandonato il veliero, stava tentando la fuga. Addosso aveva 900 euro, probabilmente parte del compenso per il viaggio (il grosso della somma sarà in mano agli organizzatori). A indicarlo come traghettatore è stato il clandestino curdo iracheno fermato dai militari.

La Capitaneria di Porto ha rintracciato poi altri 6 clandestini.

Invece di essere messi sul primo aereo per la Turchia o per casa loro, visto che né in Pakistan, né in Iraq, né in Kurdistan ci sono guerre, sono stati trasferiti al centro di accoglienza richiedenti asilo di Sant’Anna per le procedure di identificazione.

Ormai, con la chiusura di fatto della rotta libica, arrivano più clandestini dalla Turchia. Ovviamente è una rotta attiva quasi esclusivamente nel periodo estivo.

Solo due giorni fa era approdato in Calabria l’ennesimo veliero carico di clandestini pakistani:

Barca a vela scarica 59 maschi islamici a Crotone

Il numero di immigrati a bordo è sempre superiore a cinquanta e inferiore a ottanta.

Attacco all’Italia: altri 77 islamici sbarcano da veliero

L’attacco dei velieri carichi di islamici: altri 53 clandestini dalla Turchia all’Italia

Con la chiusura dei porti alle Ong e il pattugliamento italo-libico delle coste libiche, ormai la rotta dei velieri islamici ha superato quella libica.

Questi pagano migliaia di euro a testa per venire a spacciare in Italia.

È la conferma non solo che la rotta che parte dalla Turchia è più che mai viva, ma che un’organizzazione formata da cittadini dell’ex Urss, probabilmente delle repubbliche islamiche, gestisce il flusso dal paese anatolico verso l’Italia.

L’Unione Europea paga, per un accordo stipulato al tempo del Pd al governo. tre miliardi di euro l’anno al governo di Ankara perché blocchi il flusso di clandestini, soprattutto quello via terra. L’Italia partecipa come sempre con oltre il 10 per cento del budget, quindi oltre 300 milioni di euro.

Così, noi diamo ad Erdogan 300 milioni di euro l’anno, lui ci manda i velieri zeppi di musulmani.

In una situazione normale, verrebbero caricati sul primo aereo verso il Kurdistan iracheno. In una situazione ideale, le imbarcazioni cariche di giovani maschi islamici verrebbero affondate appena avvistate. Non viviamo una situazione ideale né normale.




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