L’attacco dei velieri carichi di islamici: altri 53 clandestini dalla Turchia all’Italia

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Un altro veliero carico di islamici attacca l’Italia da est. Partono dalla Turchia.

Due unità navali della Guardia di finanza, una del Roan di Vibo Valentia e una del Gruppo Aeronavale di Taranto, sono intervenute al largo di Isola Capo Rizzuto, nel crotonese, per intercetare un natante un monoalbero di una quindicina di metri con a bordo un gruppo di 53 clandestini di nazionalità pachistana.

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L’imbarcazione é stata scortata fino al porto di Crotone, dove é approdata stamattina. Arrestati anche due scafisti di nazionalità ucraina. Le condizioni dei 53 migranti, che erano partiti alcuni giorni fa da un porto della Turchia, sono buone. Sono stati portati nel centro di prima di Isola Capo Rizzuto, quello già gestito dalla ‘ndrangheta.

C’è un’organizzazione ben strutturata. Gli scafisti andrebbero giustiziati sul posto, invece si organizzano processi farsa.

Questi pagano migliaia di euro a testa per venire a spacciare in Italia.

È la conferma non solo che la rotta che parte dalla Turchia è più che mai viva, ma che un’organizzazione formata da cittadini dell’ex Urss, probabilmente delle repubbliche islamiche, gestiscono il flusso dal paese anatolico verso l’Italia.

L’Unione Europea paga, per un accordo stipulato al tempo del Pd al governo. tre miliardi di euro l’anno al governo di Ankara perché blocchi il flusso di clandestini, soprattutto quello via terra. L’Italia partecipa come sempre con oltre il 10 per cento del budget, quindi oltre 300 milioni di euro.

Così, noi diamo ad Erdogan 300 milioni di euro l’anno, lui ci manda i velieri zeppi di musulmani.

In una situazione normale, verrebbero caricati sul primo aereo verso il Pakistan. In una situazione ideale, le imbarcazioni cariche di giovani maschi islamici verrebbero affondate appena avvistate. Non viviamo una situazione ideale né normale.




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