Ieri Patronaggio ha, nuovamente, dissequestrato una nave ong responsabile di avere violato le acque nazionali italiane:
Patronaggio l’ha rifatto: dissequestrata Sea Watch, torna a trafficare
Pare evidente che il “sequestro probatorio” fosse un artifizio giuridico per consentire – anzi imporre – lo sbarco dei 47 clandestini.
E’ tempo che i magistrati paghino il conto delle proprie azioni. E allora Patornaggio paghi l’accoglienza di questi 47 finti profughi di tasca propria: sono circa 800mila euro per 2 anni di mantenimento. Il tempo che si impiega a scoprire che in Nigeria e Pakistan non ci sono guerre.
Sempre che un magistrato di Firenze non decida che basti dirsi gay o con le emorroidi per avere il diritto di rimanere in Italia.
ORMAI E’ CHIARO: LE ONG VIOLANO LE DISPOSIZIONI DELLE AUTORITA’ ITALIANE IN ACQUE CHE CADONO SOTTO LA GIURISDIZIONE DELLA PROCURA DI AGRIGENTO, PERCHE’ SANNO DI GODERE DELL’IMPUNITA’. VENGONO SEQUESTRATE PER UNA DECINA DI GIORNI, POI RIPRENDONO IL TRAFFICO. COME SI POSSA INDAGARE IL COMANDANTE E NON SEQUESTRARE IL MEZZO COL QUALE HA COMMESSO L’ILLECITO, ILLECITO CHE PUO’ ESSERE REITERATO, E’ OLTRE OGNI LOGICA GIURIDICA E DI BUONSENSO.
Quanto è accaduto è come un colpo di Stato: abbiamo un potere dello Stato che travalica le proprie prerogative e, usando un trucco, – il sequestro probatorio -, dò il via allo sbarco dei clandestini.
Poi, dopo una decine di giorni, oggi, ecco il dissequestro e il ritorno al ‘normale’ traffico umanitario.
E così avevano infatti celebrato quelli di Sea Watch:
Che, evidentemente, non avevano scelto a caso la giurisdizione di Patronaggio.
«Sono pronto a denunciare per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina chiunque sia disponibile a far sbarcare gli immigrati irregolari su una nave fuorilegge». Aveva detto Matteo Salvini a Non è l’Arena, su La7, in collegamento da Firenze, mentre assisteva in diretta tv allo sbarco dei migranti dalla nave Sea Watch 3. «Questo vale anche per organi dello Stato: se c’è qualche procuratore pronto a mandarmi a processo con una condanna che può dare fino a 15 anni di carcere, se questo procuratore autorizza lo sbarco, io vado fino in fondo». Poi una telecamera trasmette immagini in diretta mostra alcuni migranti, con giubbotto di salvataggio, che scendono in porto da un’imbarcazione della Capitaneria di porto e Salvini s’infuria: «Qualcuno l’ordine lo avrà dato. Questo qualcuno ne dovrà rispondere», si irrita il ministro. Il M5s fa sapere che non sono stati i suoi ministri. Ma Salvini insiste: «Chiunque sia stato ne risponderà davanti agli italiani».
E’ in atto un attacco all’Italia da parte di un apparato di cui fanno parte ong, alle toghe rosse e a chissà quali speculatori stranieri. Abbiamo magistrati di estrema sinistra che registrano all’Anagrafe dei clandestini. Che liberano gli spacciatori. E altri, come Patronaggio.
Quello che è accaduto ha tutti i crismi di un atto illegale. Un magistrato di estrema sinistra che ordina lo sbarco, col solito trucco del sequestro probatorio che poi non accoglierà lui stesso tra qualche giorno, nonostante la proibizione di chi è stato eletto dagli italiani per chiudere i porti.
La sinistra vuole governare attraverso le toghe rosse. Ma, si chiede Salvini, qualcuno nel governo ha dato copertura politica?
A questo punto la domanda è: Patronaggio potrebbe essere indagato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina? Visto che l’effetto del suo provvedimento è avere garantito lo sbarco dei clandestini e il sequestro che sappiamo, da esperienze recenti sempre con lui protagonista, farsa, forse qualche magistrato libero e onesto dovrebbe mettersi al lavoro.
SCONTRO DURO SALVINI-PATRONAGGIO: “CHI LI SBARCA SARA’ DENUNCIATO”

Colpiteli nel portafoglio, poi vedremo quanto rimarrà della loro bontà.