60mila marittimi italiani alla fame, sgravi per chi assume immigrati

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Ci sono 60mila marittimi italiani disoccupati, perché le leggi favoriscono l’assunzione di extracomunitari. Ma i radical chic attaccano chi assume italiani!

La sonora trombata elettorale non è bastata. I radical chic perseverano nella loro follia anti-italiana.

Accusano di razzismo chi sceglie, in Italia, di dare lavoro agli italiani, contribuendo ad aumentare l’occupazione e contrastando il lavoro nero molto frequente nelle navi turistiche e commerciali.

Secondo loro, veri e propri depensanti sinistardi, esponenti e giornalisti, dare lavoro agli italiani in Italia è xenofobo.

Uno di questi è ovviamente Saverio Tommasi, che delizia i suoi fans sul giornale cospirazionista Fanpage.

In un post, sepolto dagli insulti degli utenti, ha attaccato la pubblicità del gruppo Onorato (Tirrenia-Moby):

«Se pensi che ti debba considerare migliore di un altro in base alla nazionalità dei tuoi dipendenti, sei razzista. Non c’è altro da dire. (ah, sì, sei anche un po’ stronzo)»: sono state queste le parole di Tommasi in risposta alla pubblicità di Tirrenia-Moby.

Non una parola, invece, sulla pubblicità uguale e contraria:

Fast-food Burgez: “Assumiamo filippine perché italiane non hanno voglia di lavorare”

A quanto pare, fare come Onorato e dare lavoro a italiani in Italia mette a rischio la sostituzione etnica. Invece è la normalità. E costa.

Perché come spiega nella risposta all’attacco dei radical chic Vincenzo Onorato: «In queste ultime ore siamo stati accusati di xenofobia perché sulla nostra pubblicità si recita che abbiamo 5.000 lavoratori tutti italiani – ha dichiarato oggi il patron di Mascalzone Latino e presidente del Gruppo Onorato Armatori -. La storia è un po’ diversa. Chi ci ha accusato di questo orrendo crimine (la xenofobia non è un crimine, ma un istinto di sopravvivenza..ndr), ha evidentemente perso le puntate precedenti: le compagnie italiane godono, con una vecchia legge del 1998, della quasi totale defiscalizzazione (ovvero non pagano le tasse), e in più hanno l’esenzione al pagamento di contributi per i propri dipendenti. A tanta generosità da parte dello Stato sarebbe dovuto corrispondere soltanto l’impegno di impiegare marittimi italiani o comunitari. Gli armatori, con la loro associazione, la Confitarma, hanno disatteso questo impegno imbarcando al posto di marittimi italiani, marittimi extracomunitari a stipendio da fame, nel silenzio colpevole della Triplice che ha firmato con Confitarma accordi liberatori. Morale: i marittimi italiani a casa a fare la fame (e sono circa 60.000) mentre gli extracomunitari la fame la fanno direttamente a bordo”.

Non possiamo che concordare con le parole di Luca Cirimbilla sul DdW:

La pubblicità della compagnia navale, inoltre, rivolge un invito ben preciso: “Scegli solo chi naviga italiano”, invitando i potenziali clienti connazionali a tutelare l’occupazione in un settore che potrebbe rappresentare una delle nostre eccellenze.

Dov’è quindi il razzismo di cui parlano i nemici d’Italia e del popolo italiano? Saverio Tommasi e gli altri guru della sinistra radical si facciano qualche domanda, soprattutto a seguito del recente esito elettorale del 4 marzo e vedranno che una risposta la troveranno. Non è un caso che «Prima gli italiani» sia stato lo slogan del centrodestra, risultata la coalizione vincente; esito da dimenticare, invece, per chi in tutti questi anni ha portato avanti battaglie come lo ius soli, le unioni civili o il biotestamento. E con ogni probabilità anche il gruppo Tirrenia-Moby raccoglierà i frutti di una campagna pubblicitaria che non ha nulla a che fare con razzismo e xenofobia, ma che vuole combattere forme di lavoro perverse e sfruttatrici per dare la giusta importanza a chi per troppo tempo è stato dimenticato: gli italiani.

Ma i radical chic preferiscono Grimaldi, che dà lavoro defiscalizzato agli immigrati, e ha entrature nel governo attraverso il ministro Del Rio.




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