Grimaldi e Del Rio: alleanza per sostituire i marittimi italiani con immigrati

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Manuel Grimaldi (Grimaldi group) e presidente della Confederazione nazionale armatori (Confitarma), il 24 ottobre 2016, all’assemblea degli armatori a Roma, ha denunciato l’inadeguatezza del decreto legislativo sul riordino delle disposizioni legislative vigenti in materia di incentivi fiscali, previdenziali e contributivi in favore delle imprese marittime (n.321), che tra le altre cose mantiene le esenzioni fiscali solo alle imprese che assumono lavoratori italiani e/o comunitari.

Il tutto ruota intorno alla questione dei lavoratori extracomunitari e soprattutto al desiderio di chi vuole sfruttare il lavoro low-cost come Grimaldi della abolizione degli incentivi statali e all’abolizione dell’obbligo di assumere marittimi italiani nel settore del cabotaggio: tutto, ovviamente, in nome dell’Europa.

Il presidente di Confitarma ha chiesto a Graziano Delrio, ministro dei trasporti e delle infrastrutture molto sensibili ai temi anti-italiani, di intervenire per consentire l’estensione degli sgravi fiscali anche a quelle compagnie come la sua che, battendo bandiera di altri paesi europei impiegano, in base alla legislazione di quei paesi, marittimi extracomunitari, motivando la richiesta come un percorso indispensabile per evitare che l’Unione Europea avvii un processo d’infrazione all’Italia 6. Ce lo chiede l’Europa! Magari perché no, qualche profugo…

Gli extracomunitari ci sono già sulle navi Grimaldi, lavorano a prezzi scontati e in mansioni a bassa qualifica, a spiegarlo è un altro noto armatore, Vincenzo Onorato, che a gennaio ha comprato una pagina del quotidiano il Foglio per pubblicare un suo intervento dal titolo ‘Stop alle esenzioni fiscali agli armatori’, dove denunciava che le richieste di Manuel Grimaldi erano dettate da interessi personali dal momento che l’armatore impiega già su 29 navi extracomunitari a meno di 800 euro mensili, quasi la metà di quello che invece Onorato dice di pagare ai suoi marittimi.

‘‘Se negli anni lo Stato italiano si è dimostrato sensibile alle problematiche dell’armamento è perché ha sempre avuto grande attenzione all’occupazione dei marittimi italiani. Questo era l’unico ritorno ai privilegi fiscali per gli armatori. Oggi la Confitarma (l’associazione degli armatori italiani) con il suo presidente, Emanuele Grimaldi, sta pressando affinché, riporto le sue parole, ‘’i privilegi legati alla bandiera italiana vengano allargati anche a tutte le unità di bandiera comunitarie che fanno capo ad aziende armatoriali italiane o a strutture con stabile organizzazione in Italia’’, sostenendo che l’Unione europea potrebbe aprire un processo d’infrazione al nostro Paese’’.

“L’apertura dei benefici fiscali a tutte le bandiere comunitarie, con il conseguente esborso da parte dello Stato, è comunque il male minore. Molte bandiere comunitarie, consentono di imbarcare marittimi extracomunitari a meno di 800 euro al mese, anche sulle rotte nazionali per le nostre isole, che dovrebbero oggi essere riservate ai marittimi italiani o comunitari. Tutto il settore del cabotaggio italiano, incluso quello per le isole minori, conta circa 20.000 lavoratori italiani. Le compagnie di navigazione italiane coinvolte si troveranno nella forbice di dover scegliere fra licenziare gli italiani con contratto nazionale per imbarcare extracomunitari o chiudere i battenti. Nella sostanza Confitarma sta chiedendo allo stato italiano di continuare a finanziare gli armatori per dismettere la bandiera italiana e soprattutto sbarcare i marittimi italiani’’. Segue, poi, fornendo alcuni dati sull’occupazione sulle navi di Grimaldi: “ Oggi Grimaldi impiega extracomunitari su ben 29 navi, anche su tratte nazionali: a bordo solo il 40% dei marittimi è italiano; sulle restanti navi del gruppo che navigano con alte bandiere, la percentuale scende drammaticamente sotto il 10%’’

Vengono a fare i lavori che noi non vogliamo fare? No, vengono a farli per meno, per questo piacciono a sfruttatori e multinazionali. Spesso la stessa cosa.

Comunque, se vedrete Del Rio viaggiare su Grimaldi in prima classe, saprete perché.




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