Il prete pro-accoglienza ha preso l’Aids facendo orgie coi suoi immigrati africani

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Quando vi parlano di accoglienza, immaginateli a novanta gradi coi loro ‘negretti’.

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Lo avevamo scritto:

Il prete pro-migranti ha preso l’Aids durante le orgie

Don Francesco Spagnesi, il parroco di Prato coinvolto in una storia di sesso, droga e soldi rubati è stato al centro della nuova puntata di “Chi l’ha visto?”, in onda, ieri, mercoledi’ 22 settembre alle 21.20 su Rai 3.

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L’indagine è partita dall’arresto di un pratese che aveva portato dall’Olanda un litro di Gbl, la cosiddetta droga dello stupro. Il sacerdote e il pratese, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, avrebbero organizzato festini a sfondo sessuale reclutando i partecipanti su un sito di incontri.

Le orge del sacerdote di Prato con immigrati africani

Il più delle volte le orge erano “animate” da immigrati africani conosciuti su siti di incontri; oltre al Gbl, usato in piccole dosi con l’obiettivo di sballarsi (in dosi massicce provoca perdita di coscienza), sarebbe girata anche tanta cocaina. Scrive il gip: «Nonostante gli indagati abbiano ribadito che l’assunzione di Gbl avveniva in via del tutto consapevole e volontaria sono emersi già certamente tre casi in cui dopo aver assunto la sostanza c’è stata di fatto una perdita di coscienza da parte dell’ospite».

Secondo quanto emerso dalle indagini, don Spagnesi per acquistare la droga avrebbe utilizzato i soldi offerti dai fedeli nella raccolta domenicale. La Nazione cita ammanchi per oltre centocinquantamila euro.

https://www.facebook.com/chilhavisto/videos/389760269313839/




10 pensieri su “Il prete pro-accoglienza ha preso l’Aids facendo orgie coi suoi immigrati africani”

  1. Gli è piaciuto farsi sfondare il culo dal fallo negroide? Cazzi sua è il caso di dire.

    La cosa mi importa relativamente, quello che non posso mai accettare sono le donne che si fanno sfondare dai ne(g)ri, perché costituiscono un pericolo dal punto di vista igienico-sanitario. Avere rapporti sessuali con una negrificata comporta sicuramente la contrazione di malattie veneree e dell’HIV, ma la maggioranza degli uomini bianchi sottovaluta inconsciamente il problema.

      1. Bella domanda. Dovrebbe tentare a fare un’approfondita indagine sul suo passato, prima di conoscerla. Dubito infatti che lei glielo direbbe chiaramente. Però sai, la verità prima o poi sale sempre a galla.

        Lo sapete, io sono per marchiare obbligatoriamente con una N le negrificate, così uno può scegliere se accollarsela e rischiare di infettarsi, oppure no. Il non dire chiaramente di essere negrificata è già un segno di infedeltà oltre che di disonestà.

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