Il prete pro-migranti ha preso l’Aids durante le orgie

Condividi!

VERIFICA LA NOTIZIA
Questa notizia si arricchisce di altri particolari:

Il parroco pro-migranti confessa tutto: «Dipendente dalla droga e dal mio fidanzato»

Come riporta l’Adnkronos:

«la nuova ipotesi di reato, ha spiegato la Procura pratese, è in relazione alla sieropositività del sacerdote, condizione che non avrebbe rivelato ad alcuni dei partecipanti ai festini hard che avrebbe organizzato assieme al compagno il quale non è indagato ma eventualmente parte offesa».

Poi, chi dice che – e riportiamo fedelmente per dovere di cronaca – “l’Aids è la malattia di negri e finocchi”, viene denunciato per “istigazione all’odio”. Beh, denunciate la verità per ‘istigazione’.




10 pensieri su “Il prete pro-migranti ha preso l’Aids durante le orgie”

  1. E questi sono i preti froci che benedicono le coppie di rottinculo e froci di merda come loro…… questi hanno l aids e ci rompono i coglioni con la mascherina, ricchioni usate la giubba, usate il preservativo, mettetevelo in testa , teste di cazzo!

  2. Oh… Adesso attendo che il solito tra i soliti noti sostenga pubblicamente che costui deve pagarsi quelle cure, costosissime, che non è giusto che gravino sul SSN. Lo faccia al più presto, che non voglio perdermi l’effetto che fa, guardandolo di nascosto come suggeriva il Jannacci nella sua celebre canzonetta.

    Come dite? Non succederà? E perché mai, di grazia, è già successo e nessuno in ambito istituzionale ha avuto alcun che da ridire, quindi significa che si può lasciarsi andare anche a corbellerie ed enormità di questa portata.

    E magari ci sarà financo chi chiederà che gli si tolga pure lo stipendio, già che ci siamo, ché anche quello grava indebitamente sulle (s)palle della collettività.

  3. Netflix è estasiata nel presentarvi:

    “Salve Regina 2 – Regina Caeli” di Hong Hnh
    Con Matt Damon e Ben Affleck che riprendono rispettivamente i ruoli di Regina e Don Francesco e un’ambientazione che cambia totalmente da un road movie corale ad un’unica claustrofobica cella. Senz’altro è per questo che al timone della regia c’è stato l’avvicendamento fra Van Sant e la signora del cinema vietnamita Hong Hnh, senz’altro più adatta a trattare temi politici e femministi come quelli che vengono affrontati in questo film.
    Totalmente separati dal resto del mondo, i protagonisti discutono su come scardinare il veteronormativismo cisgender venendo anche torturati dai perfidi secondini che li privano di cibo e acqua a causa della loro diversità.
    So che non dovrei rovinarvi la sorpresa, ma non ce la faccio: ad un certo punto, a causa dell’inedia, i due iniziano ad avere delle allucinazioni e immaginano una voce incorporea che dall’alto dei cieli comunica i risultati del test ELISA di Don Francesco. E lo sapete di chi è la voce, anche se risulta “uncredited” nei titoli? Sì, proprio lui. Il nostro Toni Iwobi nel ruolo della Procura di Prato.
    L’arrivo di questo inatteso “Deus Ex” causa uno scompenso al Regina che cerca quindi di strangolare Don Francesco.
    Il finale è lasciato volutamente in sospeso e non ci è dato sapere se Don Francesco se la cava.
    Sentiamo puzza di trilogia.
    Salve Regina 2 è in tutti gli oratori, ma solo la domenica pomeriggio presto perchè è lungo 5 ore e 35. Verismo viet duro e puro.

Lascia un commento