La gang del profugo sbarcato in Italia ha stuprato 700 bambine

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Tanto per capire chi sbarca e chiede asilo in Italia. Personaggi molto lontani dalla mitologia mediatica del ‘buon migrante’.

Un capitolo particolare nell’atroce vicenda degli stupri etnici in Inghilterra, con migliaia di violenze perpetrate da gang islamiche ai danni di poco più che bambine bianche, in un Paese dove l’antirazzismo militante ha per anni (e ancora oggi) protetto più i violentatori delle vittime, va a quanto accaduto a Newcastle.

Lì una gang con alla guida gli islamici in foto, e con la complicità di una donna locale, ha stuprato almeno 700 ragazzine inglesi: avete letto bene, settecento. E’ stato steso un rapporto di 150 pagine.

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I “molestatori” ritenevano “improbabile essere perseguiti”, perché indagare su di loro sarebbe stato considerato ‘razzista’. E’ la storia che si sente in tutti questi stupri etnici avvenuti in Inghilterra: poliziotti e dirigenti dei servizi sociali che non approfondiscono le denunce, per timore di essere denunciati, loro, per razzismo. Tale è lo stato di terrore totalitarista della religione multiculturale.

Le vittime rimarranno segnate a vita a causa della brutalità delle violenze subite.

La storia è sempre la stessa e iniziamo a averne di simili anche in Italia: “Volevo andarmene. Mi è stato dato da bere. Continuavo a dire di no e combatterli. Ero molto stanca e mi sono addormentata. Quando mi sono svegliata, ero stata stuprata. Mentre dormivo sono stata stuprata”. Le sequestravano per strada o le ‘accalappiavano’ come randagi. Tutte ragazzine figlie di famiglie ai margini, di quella classe lavoratrice bianca abbandonata a se stessa. E finite nella rete come prede.

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Il team di Serious Case Review ha intervistato diversi aguzzini, tra i quali un richiedente asilo, per cercare di capire le motivazioni che li hanno portati ad abusare di donne e ragazzine vulnerabili: il migrante si è rifiutato di mostrare rimorso.

Secondo il rapporto i violentatori “provenivano da una vasta gamma di ambienti, inclusi pakistani, bengalesi, indiani, iraniani, iracheni, curdi, turchi, albanesi e dell’Europa orientale”. Ma in maggioranza parliamo di pakistani.

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L’unico ad accettare di parlare liberamente, il profugo, ha raccontato di avere trascorso 10 anni in Turchia, circa cinque in Grecia e un po’ di tempo in Italia e in Francia, e sperava di arrivare in Canada.

Ha schiavizzato una ragazzina di 15 anni, ma ha detto al team di inchiesta che è stato condannato solo “a causa di una cospirazione da parte del governo, della polizia e del giudice che ha pagato le vittime”.

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Il rapporto continua: “Se condannato per stupro nel suo paese d’origine, sarebbe stato decapitato o seppellito fino al collo e lapidato”.

Ha parlato in modo dispregiativo della mancanza di morale nelle ragazze britanniche e ha descritto quello che avveniva.

Secondo molte delle vittime queste gang farebbero queste cose anche in altri Paesi.




Un pensiero su “La gang del profugo sbarcato in Italia ha stuprato 700 bambine”

  1. “Se condannato per stupro nel suo paese d’origine, sarebbe stato decapitato o seppellito fino al collo e lapidato”
    Forse a questo punto sarebbe il caso di seguire fino in fondo l’illustre direttiva:
    “loro sono l’avanguardia di quello… dello stile di vita che presto sarà uno stile di vita per moltissimi di noi”
    (io voto per la lapidazione, dicono loro che darebbe il tempo di pentirsi dei peccati… e poi troppo sangue attira le mosche)

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