Ministro Del Rio attacca Vox: “Non potete scrivere che immigrati stuprano”

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Torniamo al caso dei ‘30 stupratori di una ragazzina’ e delle minacce ricevute da questo sito da parte del Governo.

Dopo la pubblicazione della notizia dell’attacco contro la libertà di espressione da parte di Vox, un deputato della Lega ha presentato una interrogazione parlamentare:

“Dall’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali preoccupanti atti di intimidazione nei confronti degli organi di informazione”. La Lega Nord, con il deputato Guido Guidesi, lancia la controffensiva all’Unar, dopo averne invocato più volte la chiusura.
In un’interrogazione Guidesi segnala che l’istituto ha intimato all’amministratore hosting del sito web “Voxnews.info”, la rimozione di un articolo intitolato: ” Ragazzina stuprata per ore da 30 immigrati: è emergenza”. “Quell’articolo trasmette un messaggio distorto della realtà e contribuisce a creare un atteggiamento ostile nei confronti degli stranieri”, è scritto nelle motivazioni sottoscritte dal consigliere Unar Marco De Giorgi. Ma in realtà – fa notare Guidesi – non era altro che “la traduzione rielaborata di una notizia pubblicata dal giornale britannico Daily Mail”. “La libertà di informazione è sancita dalla costituzione (articolo 21) e dalla dichiarazione universale dei diritti dell’uomo. Funzionari e dipendenti che ne minano le fondamenta devono risponderne anche penalmente”, dice Guidesi che chiede quindi al governo se, alla luce “dell’abuso della propria posizione”, non intenda sanzionare il “comportamento illegittimo” dell’Unar. “Più che un ufficio antidiscriminazioni assomiglia al Minculpop – dice Guidesi -. Un paese civile e democratico non può tollerare che ci siano organismi deputati a intimare cosa è opportuno e cosa non è opportuno scrivere. L’Unar è una grave minaccia per la libertà d’informazione. La sua soppressione, oltre che portare considerevoli risparmi, è una necessità democratica”.

E il 27 Settembre, il deputato Guidesi presenta la sua interrogazione:

17INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTAINTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTACAMERA09/23/20142964306582GUIDESI GUIDOLEGA NORD E AUTONOMIE09/23/2014PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRIPRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRIPRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRIRISPOSTA GOVERNODELRIO GRAZIANO

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-06114

presentato da

GUIDESI Guido

testo di

Martedì 23 settembre 2014, seduta n. 296

GUIDESI. — Al Presidente del Consiglio dei ministri . — Per sapere – premesso che:
l’Ufficio per la promozione della parità di trattamento e la rimozione delle discriminazioni fondate sulla razza o sull’origine etnica (UNAR) è stato istituito con il decreto legislativo 9 luglio 2003, n. 215, di recepimento della direttiva comunitaria n. 2000/43/CE ed opera nell’ambito del dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri;
l’UNAR ha la funzione di garantire, in piena autonomia di giudizio e in condizioni di imparzialità, l’effettività del principio di parità di trattamento fra le persone, di vigilare sull’operatività degli strumenti di tutela vigenti contro le discriminazioni e di contribuire a rimuovere le discriminazioni fondate sulla razza e l’origine etnica analizzando il diverso impatto che le stesse hanno sul genere e il loro rapporto con le altre forme di razzismo di carattere culturale e religioso. In particolare UNAR svolge inchieste al fine di verificare l’esistenza di fenomeni discriminatori nel rispetto delle prerogative dell’autorità giudiziaria;
l’UNAR nelle esercizio delle proprie funzioni è stata più volte soggetta a critiche per aver travalicato le proprie competenze. La Presidenza del Consiglio dei ministri è stata più volte interessata, in modo ufficiale, con lo strumento del sindacato ispettivo, in merito ad una gestione non sempre coerente delle attività istituzionali dell’UNAR;
con lettera protocollata (Caso 8272), l’UNAR ha intimato all’amministratore hosting del sito web «Voxnews.info», la rimozione dal proprio sito di un articolo intitolato: «Ragazzina stuprata per ore da 30 immigrati: è emergenza», con la motivazione che tale articolo trasmette un messaggio distorto della realtà e contribuisce a creare un atteggiamento ostile nei confronti degli stranieri nonché incitante alla xenofobia e all’odio razziale contravvenendo alla normativa nazionale ed internazionale in materia;
stando alle informazioni ricavabili on line in merito alla pubblicazione sul sito voxnews.info è facilmente desumibile che l’articolo in oggetto altro non è che la traduzione rielaborata di una notizia pubblicata dal giornale britannico Daily Mail. La notizia, in lingua originale, è stata riportata da numerose testate giornalistiche;
il concetto di democrazia è strettamente collegato al rispetto del principio basilare, garantito ex articolo 21 della Costituzione, della libertà dell’informazione e della possibilità, per i cittadini, di crearsi liberamente una propria opinione, che peraltro può considerarsi formata solo se vi sia una reale pluralità delle fonti di diffusione e se l’acquisizione delle informazioni sia correttamente garantita;
l’articolo 19 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, afferma: «ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere»;
il combinato disposto per considerare insindacabile ed incensurabile il diritto all’informazione si basa sulla veridicità della notizia e sull’interesse collettivo della stessa. Stando alle informazioni in possesso dell’interrogante, la segnalazione dell’UNAR non si appella a nessuno di questi due fondamentali presupposti. Ossia, l’UNAR, non intimerebbe la rimozione della notizia perché non vera o perché priva di un fondamento di interesse per la collettività, ma soltanto perché ne ravviserebbe nella sua veridicità una leva atta ad alimentare un sentimento discriminatorio e xenofobo verso la comunità straniera presente nel nostro Paese;
a quanto consta all’interrogante l’atto in questione (Caso 8272) UNAR è stato sottoscritto dal consigliere Marco de Giorgi. È necessario ricordare che la Costituzione ex articolo 28 attribuisce ai funzionari e dipendenti dello Stato responsabilità penali, civili e amministrative degli atti compiuti in violazione dei diritti;
è manifestamente palese come il responsabile del provvedimento in questione, ad avviso dell’interrogante oltrepassando l’ambito delle proprie attribuzioni, abbia violato il principio costituzionalmente garantito del diritto all’informazione –:
se, alla luce di quanto esposto in premessa, non si ravvisi nell’atto, protocollato Caso 8272, una violazione del principio costituzionalmente garantito del diritto all’informazione e, nel caso, quale modalità di intervento si intenda adottare per sanzionare quello che all’interrogante appare un comportamento di dubbia legittimità. (4-06114)

Atto Camera

Con molta calma, diversi mesi dopo, risponde il Governo:

Risposta scritta pubblicata Venerdì 27 marzo 2015
nell’allegato B della seduta n. 401
4-06114
presentata da
GUIDESI Guido

Risposta. — In riferimento all’interrogazione in esame, concernente una presunta violazione da parte dell’ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali (UNAR) – Dipartimento per le pari opportunità, del principio costituzionale del diritto all’informazione nella trattazione del caso 8272, si forniscono i seguenti elementi informativi.
Il 13 marzo 2014 è giunta presso il
contract center dell’UNAR – dipartimento per le pari opportunità, una segnalazione relativa ad una notizia pubblicata il 10 marzo 2014 sul sito internet «Catena umana», avente il seguente titolo: «Ragazzina stuprata per ore da 30 immigrati: è emergenza» (http://catenaumana.it/ragazzina-stuprata-per-ore-da-30-immigrati-e-emergenza/).

Tale notizia, secondo le ricerche effettuate dalla stessa associazione segnalante, non appariva confermata dalle agenzie di stampa o da testate giornalistiche, ma sembrava essersi diffusa a seguito di un post dal titolo omonimo pubblicato il 21 febbraio 2014 sul sito Voxnews(htty://voxnews.info/2014/02/21/stuprata-per-ore-da-gang-di-immigrati-e-emergenza-in-gb/).
Il post in questione veniva, infatti, ripreso da più siti
web con un sistema quasi automatico di «copia e incolla», generando una serie di commenti da parte degli utenti.
In particolare, secondo l’UNAR, il linguaggio utilizzato nel citato post suggerisce al lettore un’associazione diretta tra il crimine di stupro e la comunità immigrata (si veda, ad esempio, l’affermazione «Del resto, nei loro paesi di provenienza, tra i quali l’India (ndr. lo stupro) è una pratica tristemente “normale”. E sappiamo che, geneticamente, gli zingari sono indiani delle caste basse. Tutto torna»).
La presenza di affermazioni riconducibili solo in parte al testo originario dell’articolo pubblicato il 21 febbraio 2014 in lingua inglese sul sito
dailymail.co.uk, unitamente alla constatazione che i fatti riportati nella traduzione corrispondono solo parzialmente a quanto riportato nel suddetto testo, omettendo elementi importanti, hanno delineato un quadro particolarmente grave in grado di veicolare idee incitanti all’odio e alla discriminazione razziale oltre che suscettibile di provocare comportamenti xenofobi e intolleranti.
In particolare, l’UNAR ha ravvisato nella mancata traduzione della parte finale dell’articolo pubblicato sul
Daily Mail un tentativo da parte di Voxnews di rielaborare i fatti in chiave discriminatoria.
Infatti, la parte non tradotta – proveniente dalla coordinatrice delle indagini legate alla vicenda di cui trattasi – era volta a sottolineare che gli abusi sessuali perpetrati a danno di minori non provengono da una particolare cultura o comunità.
Pertanto, dopo aver inviato delle note formali agli amministratori dei siti
internet che avevano ripreso la notizia senza alcun tipo di verifica, a completamento dell’attività istruttoria posta in essere, l’UNAR ha inviato in data 19 giugno 2014 una lettera di segnalazione all’osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori (OSCAD), operante presso il dipartimento della pubblica sicurezza, direzione centrale della polizia criminale del Ministero dell’interno, ed alla polizia postale per le verifiche di competenza.
A conclusione del procedimento istruttorio, il 18 settembre 2014 l’ufficio ha provveduto ad inviare una nota di segnalazione anche al signor …………., amministratore del sito
web Voxnews.info, nella quale si chiede la rimozione definitiva delle affermazioni arbitrariamente inserite nell’articolo ivi pubblicato.
Il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri: Graziano Delrio.

DELRIO GRAZIANO – RISPOSTA GOVERNO RISPOSTA PUBBLICATA IL 27/03/2015 CONCLUSO IL 27/03/2015 RISPOSTA PUBBLICATA CONCLUSO Carta dei diritti dell’uomo discriminazione razziale discriminazione etnica

 

Probabilmente per ‘deformazione professionale’, il ministro – o chi per lui ha scritto la risposta – mente. Perché al di là di quanto possa essere ridicolo ergersi a ministro della Prevenzione del Vizio, che vuole decidere quali parti di un articolo un sito italiano deve tradurre o riportare, compresi i commenti – noi ci siamo limitati a riportare la notizia secca, lo stupro di una ragazzina da parte di trenta immigrati – non è vero che la Gestapo Unar ha chiesto la ‘rimozione definitiva delle affermazioni arbitrariamente inserite nell’articolo ivi pubblicato‘, richiesta alla quale non avremmo comunque acconsentito, visto che sì, in India lo stupro è purtroppo una pratica piuttosto diffusa e normale, ma dell’articolo tout court:

minacceunar2
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Quindi il ministro ha mentito (o non si era informato correttamente) in una risposta scritta ad una interrogazione parlamentare. Gravissimo. In teoria dovrebbe dimettersi. In teoria ovviamente.

Certamente è ancora più grave che, invece di prendere le distanze dalla richiesta di censura, l’abbia fatta propria. Ma non è strano, visto che l’attuale ministro di qualcosa Del Rio, quando era sindaco di Reggio Emilia, permise, evitando di sgomberarla, che in una palazzina del Comune si stuprasse una ragazza.

Se a voi sembra normale che ci sia un organismo, l’Unar, che invia lettere minatorie a chi pubblica notizie; che ci sia un altro ente, l’OSCAD, con compiti simili a quelli della polizia segreta sovietica, e che ci sia infine, un ministro che mente in Parlamento per coprire un atto liberticida e che difende un attacco alla libertà di espressione perché qualcuno ha pubblicato una notizia – vera – e vi ha aggiunto che in India lo stupro è cosa piuttosto comune, allora potete iscrivervi al Pd.

Vox scrive contro il governo. Il governo libera i cani (metafora Unar, metafora). E’ la democrazia 2.0 , quella di chi è al governo senza essere stato eletto, e che da quelle poltrone vuole dire a noi cosa dobbiamo scrivere o non dobbiamo scrivere. E non, in base al fatto che una notizia sia vera o meno: in base al fatto che questa notizia vera possa ‘incitare al razzismo’. Avviso: è la realtà ad ‘incitare al razzismo’. E la colpa è vostra, della società ‘da paura’ che avete creato.

Del Rio, lei faccia il ministro – male – noi continueremo a scrivere la verità. Sempre.




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