Profugo pakistano con l’hobby di stuprare ragazzine italiane

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Sceglieva sempre gli edifici abbandonati Dilawar Abbas Jutt, il 23enne richiedente asilo pakistano che alla fine dello scorso mese di agosto, insieme a 2 ‘colleghi’, tra i quali Sulman Muhammad, 22, ha stuprato una quindicenne friulana in gruppo.

Perché non era la prima volta.

Anche otto mesi prima, a rimanere vittima dei suoi abusi era stata una 22enne goriziana, Jutt l’aveva trascinata in un dormitorio improvvisato in mezzo al nulla, nella zona di Laipacco.

Due episodi molto simili e di cui il giovane, cui a suo tempo la commissione territoriale che decide sulle richieste di asilo gli aveva negato il riconoscimento dello status di rifugiato, dovrà ora rispondere in tribunale.

Stando alla versione della vittima, Jutt, approfittando del suo stato di ebbrezza, l’avrebbe afferrata al collo con una mano e presa a schiaffi con l’altra. Poi spogliata e violentata. Ma la denuncia non era bastata a tenere in carcere il richiedente asilo. Nonostante una sfilza di precedenti penali.

Nell’udienza preliminare, l’imputato sarà assistito, a spese vostre, dall’avvocato d’ufficio Anna Bulfone, che lo aveva già seguito anche in alcuni degli altri procedimenti collezionati dal suo arrivo in Italia.

Tra i quali l’essere clandestino, reato però in parte abrogato da Pd e M5s e che quindi non prevede l’arresto. Per questo era libero di stuprare ancora.

Le violazioni contestate a Jutt sono state cinque, tutte nel corso del 2018. Risulta ancora in indagini preliminari, invece, l’ulteriore accusa di porto d’armi e lesioni personali.

E poi è arrivato l’episodio del 28 agosto:

Ragazzina stuprata dal branco a Udine: sono stati i profughi pakistani




Vox

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