80 maschi islamici assaltano frontiera e arrivano in città italiana

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Ieri mattina la Polterra ha rintracciato 25 clandestini anche se alcune segnalazioni parlano di circa 80 che avevano violato la frontiera orientale.

Tutti maschi, tutti musulmani, per lo più pakistani, stavano scendendo come miliziani invasori verso il centro cittadino da Basovizza e dalla Val Rosandra e sono stati fermati in prossimità del bivio ad H.

Tra loro nessun minore e, fatto non comune, non tutti hanno chiesto la protezione internazionale. In particolare due di loro, afghani, saranno consegnati alla Polizia Slovena e altri 7, sempre afghani, si trovano in Questura in attesa dell’esecuzione del decreto espulsione. Per quanto riguarda gli altri, sono in corso le procedure di identificazione.

Branco immigrati al grido “Pakistan!” assale ragazzi e molesta ragazze

Il solo fatto che un pakistano possa chiedere ‘asilo’ dimostra la stupidità del nostro sistema. Del resto, il Pakistan non è nella lista di Di Maio:

Il piano Di Maio è una farsa: porte aperte a pakistani, nigeriani e bengalesi!

Ma tranquilli, c’è l’Ucraina da dove non arriva che qualche badante.

E’ un continuo assalto alla frontiera orientale.

La canzone araba ‘Italia Lharaga Hawli Malik’ fa da colonna sonora alla marcia di questi clandestini islamici verso il nostro – sottolineiamo nostro – Paese:

E gli arrivi di clandestini in Friuli Venezia Giulia continuano a crescere. Soprattutto da quando c’è un nuovo governo.

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Lo attestano i numeri resi noti nell’audizione dei quattro Prefetti del Friuli Venezia Giulia in Consiglio regionale.

Al 15 settembre erano 5526 gli ingressi accertati dall’inizio dell’anno, tra rintracci e presentazioni spontanee in Questura. Gli sbarchi nel sud Italia sono stati di poco superiori (7mila).

Ormai penetrano tra i 150 e i 300 clandestini a settimana, perlopiù pachistani. Quasi tutti chiedono asilo e visto che, nella stragrande maggioranza dei casi, da quando Salvini ha abrogato la famigerata ‘protezione umanitaria’, la richiesta viene respinta, loro fanno ricorso e rimangono nel sistema dell’accoglienza.

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Prima di Salvini, che ha messo in atto una stretta anche sui ricorsi, in media rimanevano mantenuti per altri due anni, in attesa della decisione del Tribunale.

Il prefetto di Trieste Valenti ha definito le pattuglie miste tra Italia e Slovenia un’attività “non di grande successo”. Sono infatti solo quaranta i migranti rintracciati in Slovenia, meno di quelli che le pattuglie miste hanno fermato al di qua del confine.

Il motivo è questo:

Poliziotto rivela: “Francia e Slovenia ci riempiono di immigrati, è una truffa” – VIDEO

Ridotti anche i numeri delle riammissioni in Slovenia, poco più di 100 dal primo gennaio, in forte calo. Non funzionano i rimpatri volontari: meno di 10 per ogni provincia. Altro problema è la la lentezza delle procedure di trasferimento all’estero dei 700 dublinanti presenti.

E sono migliaia i clandestini islamici che stanno marciando verso l’Italia lungo la via dei Balcani, quella che in questi anni ha portato in Europa milioni di immigrati.

L’allarme: “Senza decreto Salvini sarà invasione: 25mila islamici in marcia”

Con la chiusura della frontiera ungherese dopo il grande muro di Orban, ora la nuova rotta scorre più a ovest, pericolosamente più a ovest, con la Bosnia-Erzegovina come crocevia. E poi la Croazia. La Slovenia.

E dopo aver attraversato la Croazia e la Slovenia, Trieste è a un passo. Trieste è dove vogliono passare per dilagare nella pianura padana, come gli Unni di Attila:

Islamici in marcia: “Vogliamo andare in Italia” – VIDEO

In particolare, è la Bosnia-Erzegovina che si trova ad affrontare una situazione di vera emergenza.

Le stime sulle attuali presenze, che includono solo chi è stato registrato, stimano un piccolo esercito di oltre diecimila clandestini che premono verso la Croazia. E poi Trieste.

Anche perché non ci sono controlli:

Militare sloveno ammette: “Lasciamo andare i clandestini in Italia”

E statene certi, ora che non c’è più Salvini, si riverseranno come cavallette verso l’Italia del Pd. Che è già pronto a riaprire la mangiatoia.