Croce Rossa licenzia dipendenti: “Colpa di Salvini che taglia i profughi”

Condividi!

E’ finita la pacchia ed esplode la crisi della Croce Rossa. A Roma si è conclusa la procedura di licenziamento per 65 dipendenti. Ma lo stesso sta avvenendo in tutta Italia con la fine del business degli immigrati.

VERIFICA LA NOTIZIA

Una via obbligata dopo la perdita degli introiti dopo la chiusura dei centri di accoglienza per immigrati.

“La nostra è una via obbligata non una scelta”, si lamentava il direttore Pietro Giulio Mariani. “La scelta di non partecipare alla nuova gara per l’accoglienza delle persone migranti, determinata dalla nuova strutturazione dei servizi previsti dal Ministero, ci impedisce di garantire gli attuali livelli occupazionali”. No 35 euro, no party.

“Abbiamo avviato come previsto dalle norme di legge in materia un confronto con i Sindacati che è andato ben oltre i termini previsti, al fine di tentare ogni possibile soluzione a tutela dei lavoratori e dell’Associazione. Tuttavia, la trattativa non ha portato ad alcun accordo, nonostante la proposta dell’Associazione conciliativa di estendere il periodo di ripescaggio a 24 mesi contro i 6 previsti dalla normativa, una parziale riduzione degli esuberi e la formazione professionalizzante gratuita a tutto il personale in esubero. Pertanto, la conclusione della procedura – ha scritto Croce Rossa di Roma – è una via obbligata per l’associazione e, di conseguenza, oltre ai ritardi nel pagamento degli stipendi si aggiunge anche la formale conclusione del rapporto lavorativo”.

Finiti gli sbarchi e tagliati i 35 euro, finito il business “che ha portato per l’associazione, in definitiva, al termine di decine di rapporti lavorativi a tempo determinato e a collaborazione e, ora, al licenziamento di 65 persone a tempo indeterminato. Un capitale umano fatto di persone con professionalità specifiche che perde tanto l’Associazione, quanto tutta la comunità. Chi opera nel sociale – ha scritto la Cri – non è mai stato così penalizzato”.

Certo, ci vuole professionalità a pulire il culo ai clandestini a spese degli italiani definendosi ‘volontari’. A pagamento.

Una vicenda, quella dei licenziamenti in Croce Rossa di Roma, che ieri mattina ha vissuto anche attimi di tensione: erano infatti le prime pre del mattino quando in piazza Oderico da Pordenone, davanti la sede della Giunta della Regione Lazio, due persone, un uomo e una donna, si sono incatenati minacciando di darsi fuoco.

Perché non esistono volontari, l’accoglienza è solo un grande e osceno business a spese degli italiani:

Una mangiatoia andata avanti per anni grazie a complicità tra politica e ‘sociale’.

In questi anni nessuno ha accolto gratis. Non era bontà d’animo, ma schifoso business.

Pagavano anche per avere più ‘negri’:

SCANDALO ONG, SPUNTA LA CROCE ROSSA: SOLDI AL MOAS PER TRAGHETTARE CLANDESTINI (300 MILA EURO)

E respingevano italiani:

Croce Rossa respinse italiano affamato: “Pensano solo a immigrati”




Lascia un commento