Casal Bruciato, negozianti disperati: coi Rom della Raggi chiudiamo

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Prima della svolta del pomeriggio:

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Il capoclan rom, si era difeso da chi lo accusa di essere un bandito e annunciato che non se ne sarebbero mai andati: “Non sono un ladro, nella mia vita ho sempre lavorato”, ha detto stamattina dal cortile adiacente alla casa. “Lavoro ai mercatini, ho una regolare partita Iva e in più vendo macchine su Internet”. Ormai considera “questo posto come la mia casa” e non farà passi indietro. “Nei prossimi giorni faremo anche una bella festa insieme a tutti i nostri amici”, ha detto rientrando nell’appartamento al secondo piano.

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Mentre i rom festeggiano, però, c’è chi sta perdendo clienti. “La gente preferisce restare a casa piuttosto che vederli”, ha detto Giulio, parrucchiere cubano di 36 anni, e titolare dello “Yuli Style” a pochi metri da via Satta. “Non sappiamo come andare avanti”. È in affitto e non può permettersi cali di fatturato: “Le bollette le devo pagare io, in più ho i dipendenti e se le mamme continueranno a non venire e a non portare le figlie sarò costretto a chiudere”. La pensa allo stesso modo anche Raniero, 28 anni, che lavora nel negozio ormai da anni: “Ho paura per il mio lavoro. Ma i soldi per l’affitto chi ce li da la sindaca Raggi?”.




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