Conetta, Profughi si barricano: “Vogliamo trasferire soldi all’estero”

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Si sono chiusi all’interno dell’ex base Nato di Conetta e hanno bloccato il cancello d’ingresso in attesa che il vicario del prefetto, Sebastiano Cento, intervenga sul posto per ascoltare le loro richieste. Continua la protesta iniziata mercoledì pomeriggio nell’ex compendio militare di Cona, dove allo stato sono ospitati poco più di 700 richiedenti asilo. Se mercoledì la ventina di manifestanti si era posizionata con delle panche su via Rottanova, bloccando la strada, oggi lo stesso gruppetto ha impedito l’apertura della cancellata d’ingresso della struttura lamentando presunti problemi per il permesso di soggiorno provvisorio rilasciato dalla questura.

Conetta: profughi bloccano la strada con le loro ‘fidanzatine’ – VIDEO

“Si tratta di un documento che vale in tutto e per tutto come quello definitivo – si spiega dalla Prefettura – come il foglio rosa della patente”. Secondo chi protesta, però, non sarebbe così: ci sarebbero dei problemi per il trasferimento di soldi all’estero.

Interessante. Questi fanno abbastanza soldi da poterli inviare all’estero. Il motivo è ovvio: vitto, alloggio, vestiti e tutto il resto sono pagati dai contribuenti. In più ricevono una paghetta quotidiana. Quindi tutto quello che guadagnano dallo spaccio possono inviarlo a casa.

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Fatto sta che la situazione rimarrà tesa finché non ci sarà un chiarimento sulle effettive caratteristiche del permesso di soggiorno “bianco”, in attesa che l’iter burocratico si concluda e venga consegnato quello ufficiale, il permesso “giallo”. Sperate di averlo entro il 4 marzo, africani in fuga dalla guerra in Siria.




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