Mostro di Firenze, le carte choc: Polizia indagava sul Forteto, la Coop vicina al PD

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All’asssistente dell’allora capo della Sam, la squadra antimostro nata all’indomani dell’ultimo delitto, quello degli Scopeti del settembre 1985, servirono tre fogli formato A4, per redigere una lista che conteneva i nomi di tutti i sospetti.

Ieri, quel documento top secret, è stato pubblicato dalla Nazione.

Sono 38 i nomi di quella lista datata 1986. Alcuni di loro, subirono robuste perquisizioni, dopo l’uccisione dei francesi Nadine e Michel.

Rodolfo Fiesoli, il grande capo del Forteto, come Vox vi aveva anticipato, è tra questi.

E non proprio ‘tra questi’, visto che si trova in posizione numero tre dell’elenco. Un mostro, perché è stato appena definitivamente condannato a 14 anni per le violenze sessuali perpetrate ai giovani ospiti della comunità mugellana da lui fondata, che per qualcuno era anche “il” mostro.

Il Forteto. Vicchio. Lo stesso paese in cui avvenne il delitto del 1984, in cui il mostro fece la sua vittima più giovane, Pia Rontini, 18 anni appena, trucidata e straziata assieme al suo fidanzato Claudio Stefanacci. Si erano appartati ad amoreggiare nella Panda di lui. Tra la Sieve e un angolo dei terreni della comunità degli abusi.

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Fiesoli, che dall’antivigilia di Natale è rinchiuso a Sollicciano, è probabile che il vivo interessamento di allora della Sam (il fondatore del Forteto venne anche perquisito, così come Vigilanti e Pacciani), fosse dettato anche dai reati di natura sessuale per cui aveva, in quel 1986, già collezionato una condanna definitiva. Ma va pur detto che il suo nome, relativamente ai delitti delle coppiette, non è mai completamente uscito di scena.

Un mostro con molte, troppe, conoscenze politiche.

Michele Giuttari, l’investigatore che guidò il ‘Gides’ (Gruppo investigativo delitti seriali) a cui si deve la pista dei compagni di merende e pure l’ipotesi, al momento giudiziariamente arenata, dei mandanti, ne andò a riferire anche alla commissione regionale d’inchiesta, ricordando pure una strana indagine di Perugia. Chi minacciava con telefonate anonime una donna, dicendo «ti facciamo fare la fine di Narducci» (il medico perugino trovato morto nel lago Trasimeno), usava una scheda telefonica con cui veniva chiamata anche una comunità del Mugello che accoglieva i minori su disposizione del tribunale. Il Forteto.

Proviamo a scrivere un breve racconto fantastico. Al Forteto si sacrificavano bambini. Attraverso riti sessuali. Probabilmente in questi riti era previsto (non chiedeteci perché) l’uso di sangue femminile prelevato subito dopo l’atto sessuale. Per ottenerlo si ‘appaltava’ all’esterno l’omicidio di coppiette. Ma, ovviamente, è solo un racconto fantastico.

Resta da capire grazie a quali complicità politiche, di magistrati e di inquirenti, ad una comune di sinistra già allora indagata per stupri di bambini e, ora sappiamo anche nel caso del Mostro, si potessero affidare altri ragazzini sottratti alle famiglie.

Ma ancora più grave: Fiesoli è in galera, ma la cultura del Forteto ha trionfato con la Cirinnà.




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