Bannon smentisce libro anti-Trump: “Mia fede incrollabile verso presidente”

Condividi!

Non avevamo scritto sulla querelle d’oltreoceano tutta nazionalista tra Bannon e Trump, perché eravamo certi che il libro pubblicato da Wolfe fosse un Fake Book.

Oggi Bannon, deus ex machina dell’elezione di Trump, dopo essere stato ripudiato dal presidente per le sue ipotetiche dichiarazioni riportate nel libro ‘Fire and fury”, smentisce. i

In un comunicato pubblicato da Breitbart News, Bannon ribadisce il suo “incrollabile” sostegno per il presidente e la sua agenda, definisce il Russiagate una “caccia alle streghe” e il primogenito di Trump “un patriota e un buon uomo”, sostenendo che i suoi commenti sull’incontro con i russi erano rivolti all’allora capo della campagna, Paul Manafort e al suo dilettantismo nell’affrontare l’argomento.

“Donald Trump jr è sia unpatriota che una brava persona. E’ stato inarrestabile nel sostegno di suo padre e dell’agenda che ha contribuito a rivoltare il nostro Paese”, esordisce Bannon, “rammaricandosi” che “il ritardo nel rispondere al resoconto inaccurato (del libro) riguardante Don Jr abbia distratto l’attenzione dagli storici traguardi del presidente nel suo primo anno di presidenza”.

VERIFICA LA NOTIZIA

“I miei commenti sull’incontro con i russi – spiega – provenivano dalla mia esperienza di vita come ufficiale della Marina di stanza a bordo di un cacciatorpediniere la cui principale missione era dare la caccia ai sottomarini sovietici ai miei tempi al Pentagono durante gli anni di Reagan, quando il nostro focus era sconfiggere ‘l’impero del male’ e fare film sulla guerra di Reagan contro i sovietici e dal coinvolgimento di Hillary Clinton nella vendita dell’uranio” ai russi. Riferendosi allo stesso incontro, che aveva definito “sovversivo” e “anti patriottico” sostiene poi che i suoi commenti “era rivolti a Paul Manafort, un professionista di lungo corso di campagne elettorali con esperienza e conoscenza di come operano i russi. Avrebbe dovuto sapere che sono doppi, astuti e non nostri amici”.

Bannon ribadisce quindi che “non c’è stata alcuna collusione” con i russi e che “l’indagine è una caccia alle streghe”.

L’ex stratega tenta di ricucire anche il suo rapporto personale con Trump, definendo il presidente “l’unico candidato che avrebbe potuto sfidare e sconfiggere l’apparato della Clinton” e se stesso come “l’unica persona finora che ha condotto uno sforzo globale per predicare il messaggio di Trump e del Trumpismo”. Bannon quindi si dice pronto a sostenere il presidente nei suoi sforzi per “rendere l’America di nuovo grande”.




Lascia un commento