Bimbi stuprati al Forteto: ora dovete indagare questi politici

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Ieri la definitiva condanna del guru Fiesoli. Si chiude così lo scandalo del Forteto, ma si chiude senza chiudersi: lasciando senza risposte le domande sul livello politico. Su quella rete di reticenze e complicità che deve avere protetto gli abusi terribili che lì si sperimentavano.

E parliamo di ‘esperimento’, perché il Forteto non era un semplice infermo dei bambini, era l’esperimento di quello che oggi stanno facendo politicamente: il rovesciamento dei valori, con lo sdoganamento di pratiche che lì si esaltavano.

MA CHI ERANO I PROTETTORI? Non lo possiamo sapere. Quello che sappiamo, però, è che nel febbraio 2010 il gruppo Pd al Senato presentava il libro di Fiesoli, «Una scuola per l’integrazione». E viste l’ideologia Gender che oggi impazza nel PD e frattaglie, sembra proprio il Fiesoli l’ideologo morale di questi nuovi ‘valori’. E chi organizzò quell’evento? La senatrice Vittoria Franco, quella tanto preoccupata per il “non fenomeno” del “femminicidio”.

E – parole della commissione d’inchiesta – dal Forteto sono passati Piero Fassino, Susanna Camusso, Rosi Bindi, Livia Turco, Antonio Di Pietro (che andò a parlare di pedofilia), Tina Anselmi, e poi giudici minorili, avvocati, medici. E la Carovana della Pace guidata da Alex Zanotelli – l’amico degli immigrati – che andò in visita nella struttura definendola il luogo dove «più famiglie alla luce del Vangelo vivono controcorrente». Si, forse il Vangelo secondo Zanotelli. Lo stesso Zanotelli che in questi giorni ‘digiunava’ per lo ius soli.

La Regione Toscana e il Pd locale, la cui rete di clientele soffoca l’intero sistema produttivo e sociale regionale, hanno avuto anche l’ardire di dichiararsi “parte civile” nel processo. Basti questo per dare il senso della convinzione di essere intoccabili.

Del resto, secondo la commissione d’inchiesta, il programma della comune finanziata dalla Regione Toscana era caratterizzato – fino al Dicembre 2011 – da «pratiche abusanti, l’abuso risulta essere la prassi», con «uomini e donne che vivono divisi: dormono, mangiano, lavorano separati anche se sposati» e «i rapporti eterosessuali chiaramente osteggiati» e «l’omosessualità non solo permessa ma incentivata, percorso obbligato verso quella che Fiesoli definiva “liberazione dalla materialità”». Non sembra il programma oggi del Pd? Non sembrano gli anti-ideali che hanno portato alla Cirinnà?

Il Pd, la Coop e lo scandalo Forteto: dove si stupravano i bambini

Ma oggi, quelli che sono passati dal Forteto non sono stati toccati. Perché anche chi li doveva toccare c’è passato.

Come è stato possibile, dopo il 1985, anno della condanna per atti di libidine violenta e corruzione di minorenni contro Fiesoli e Goffredi, che a loro venissero affidati altri ragazzini?

Perché negli anni in cui il dottor Michele Giuttari era impegnato come capo della squadra mobile di Firenze, e quindi della SAM (squadra speciale anti-mostro), non gli fu passata nessuna documentazione riguardo al Forteto?

Sono sconcertanti le dichiarazioni, quando ci sono state, dei vari testimoni ascoltati dalla Commissione regionale che indagava sul Forteto: molti hanno fatto intendere che non era il caso d’indagare, ed era decisamente più conveniente, anche per fini personali, lasciare lo status quo. I membri della commissione hanno parlato di cupe triangolazioni fra Procura, Asl e Tribunale dei Minori.

Del resto erano gli anni del mostro di Firenze che trucidava fidanzatini nella stessa zona del Forteto. Nessuno ha mai seriamente indagato i legami che potevano esserci.

In quegli anni, qualcuno stuprava bambini nei dintorni di Firenze. Qualcun altro uccideva coppiette. E forse non erano due persone distinte. Forse, le coperture politiche erano le stesse.




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