A più di un mese dall’aggressione ‘umanitaria’ durata 19 giorni, conclusasi con lo sbarco a Malta di 12 clandestini, condivisa con la Sea Watch, l’organizzazione tedesca Sea Eye si prepara a tornare nel Mediterraneo con una nave che sarà ribattezzata con il nome di Alan Kurdi, il povero bambino che nel 2015 venne sacrificato dai media di distrazione di massa – e dal padre che voleva farsi la dentiera in Canada – diventando il simbolo dell’invasione imposta sul corpo degli innocenti.
La portavoce: “Porti chiusi? Situazione difficile, ma li salveremo e non li riporteremo mai in Libia”. In Italia non ti conviene, o finirai come la Sea Watch, con una interminabile vacanza a Catania.
La nuova nave della #ONG tedesca, @seaeyeorg, è stata battezzata #AlanKurdi, il nome del bimbo siriano di etnia curda con la maglietta rossa, ritrovato esanime sulla spiaggia di Bodrum, in Turchia.
Continua lo sciacallaggio sulle pelle dei migranti vittime dell'immigrazionismo. pic.twitter.com/MJ9fGVXCHr— Francesca Totolo (@francescatotolo) February 10, 2019
E questa nuova nave la paga la Chiesa:

Speriamo che anche la nave finisca sulla spiaggia.