Questo è l’ordigno esplosivo rinvenuto dalla Polizia nella sede di Pro Vita e Famiglia dopo l’assalto da parte dei partecipanti al corteo di Non Una Di Meno di sabato scorso.
L’oggetto, buttato dentro la sede tramite una vetrina sfondata dietro le grate della serranda, è stato analizzato dalla scientifica che ha certificato la presenza all’interno di polvere pirica, che, se innescata, lo avrebbe fatto sicuramente esplodere.
Alcuni minimizzano l’accaduto perché l’ordigno non è esploso, o perché rudimentale.
Evidentemente, per questi super-democratici c’è bisogno di superare una certa soglia di danni a cose e persone per poter esprimere solidarietà.
Loro sono fatti così. Se qualcuno non si fa male, non sono contenti.
Questo è l'ordigno esplosivo rinvenuto dalla Polizia nella nostra sede dopo l'assalto da parte di alcuni partecipanti al corteo di Non Una Di Meno di sabato scorso.
L'oggetto, buttato dentro la sede tramite una vetrina sfondata dietro le grate della serranda, è stato analizzato… pic.twitter.com/pNmzd9OyM8
— Pro Vita & Famiglia (@ProVitaFamiglia) November 27, 2023
Diciamo chiaro: se la sede fosse stata di un’associazione gay e a lanciare la bomba fossero stati manifestanti di un corteo organizzato da Pro Vita e Famiglia, ora la sede di Pro Vita sarebbe già stata perquisita e si chiederebbe la messa al bando.
