ProVita e Famiglia, ecco la bomba femminista che doveva bruciare la sede

Vox
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Questo è l’ordigno esplosivo rinvenuto dalla Polizia nella sede di Pro Vita e Famiglia dopo l’assalto da parte dei partecipanti al corteo di Non Una Di Meno di sabato scorso.

L’oggetto, buttato dentro la sede tramite una vetrina sfondata dietro le grate della serranda, è stato analizzato dalla scientifica che ha certificato la presenza all’interno di polvere pirica, che, se innescata, lo avrebbe fatto sicuramente esplodere.

Alcuni minimizzano l’accaduto perché l’ordigno non è esploso, o perché rudimentale.

Evidentemente, per questi super-democratici c’è bisogno di superare una certa soglia di danni a cose e persone per poter esprimere solidarietà.

Loro sono fatti così. Se qualcuno non si fa male, non sono contenti.

Diciamo chiaro: se la sede fosse stata di un’associazione gay e a lanciare la bomba fossero stati manifestanti di un corteo organizzato da Pro Vita e Famiglia, ora la sede di Pro Vita sarebbe già stata perquisita e si chiederebbe la messa al bando.