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Immigrati stuprano donne, uomini e bambini. Il PD: “Ci vogliono più telecamere”

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Donne, vecchi, bambini e maschi. Non disdegnano neanche cavalli e altri animali. E’ quello che Boldrini e i suoi fratelli definiscono il ‘nostro futuro’. Col cazzo.

“Mi hanno aggredito, rapinato e violentato dentro un androne”. È il racconto alla polizia dello studente di 22 anni che nella notte tra sabato e domenica è stato vittima di una terribile violenza sessuale a San Lorenzo. Il ragazzo ha sporto denuncia. Sul caso lavorano gli investigatori del commissariati San Lorenzo e della squadra Mobile.

La ricostruzione della violenza
Il 22enne ha ricostruito che, dopo essere uscito da un locale al Colosseo, ha preso a noleggio un monopattino per raggiungere San Lorenzo, dove forse doveva incontrarsi con quale amico. Improvvisamente però la tavoletta elettrica si scarica. “Mentre camminavo sul marciapiede – ha ricostruito il ragazzo – sono stato avvicinato da quei tre”.

Tre giovani nordafricani, li ha descritti, come è stato descritto anche lo stupratore della Garbatella.

Lo studente è stato accerchiato e rapinato, poi lo hanno costretto a raggiungere il bancomat tra via dei Luceri e via Tiburtina per prelevare del denaro ma lo sportello automatico non funzionava, il prelievo non è riuscito e uno dei tre per vendicarsi lo ha spinto dentro l’androne di un palazzo e lo ha violentato.

Erano già scoccate le cinque del mattino, la movida era finita e nessuno ha sentito le grida della vittima. Gli agenti stanno visionando le telecamere per ricostruire tutto il percorso coperto dal 22enne a bordo del monopattino e stanno esaminando le tracce di Dna sui vestiti.

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Intanto c’è attesa per le decisioni che assumerà il prefetto Matteo Piantedosi al comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza in programma per martedì a palazzo Valentini al quale partecipano tutti i rappresentanti delle forze dell’ordine.

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Dopo il primo incontro avvenuto lunedì in prefettura tra Piantedosi e l’assessore alle Pari opportunità del Comune Monica Lucarelli, polizia, carabinieri e guardia di finanza avranno il compito di mappare tutto il territorio comunale per isolare le zone più a rischio, tenendo in considerazione anche le segnalazioni dei cittadini che piovono sui gruppi Facebook dedicati. Le aree più a rischio saranno monitorate con un numero maggiore di telecamere, che verranno installate dal Campidoglio.

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Assessore che pensa il problema sia la ‘violenza di genere’ e non gli immigrati che stuprano in strada. Ma poi, quando incontra la realtà, ‘mappa la città’.

E ancora: nelle nostre città non servono più telecamere, servono meno stupratori. E gli stupratori sono praticamente tutti immigrati. Sono le nuove Marocchinate:

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Quindi, se volete essere libere di passeggiare nelle vostre città, dobbiamo chiudere i porti, le frontiere, abrogare i ricongiungimenti familiari e rastrellare ed espellere centinaia di migliaia di clandestini.




2 pensieri su “Immigrati stuprano donne, uomini e bambini. Il PD: “Ci vogliono più telecamere””

    1. Le telecamere non servono a inibire il crimine, come dimostrato dalla sostanziale impunita’ accordata agli afroislamici.
      Le telecamere servono per controllare l’Italico: se si difende, e’ immortalato. Sapete che le FF.OO. sono connesse con gli uffici comunali, quelli ove si fanno le preatiche per la Carta d’Identita’ elettronica (foto + microchip)?
      Le telecamere, una a ogni incrocio, saranno utilissime per pizzicare subito chi violera’ la prossima quarantena, o divieti di spostamento variamente motivati. La riprova? Vi sono telecamere in entrata e uscita in ogni paesello (300 – 400 abitanti!) e in luoghi lontani da movida e zone sensibili; quindi…?

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