Consigliera di sinistra pestata da immigrati le prende ancora a Roma: è l’integrazione 😂

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“Mi hanno aggredita selvaggiamente fuori dal seggio”. A scriverlo su Facebook è Nathalie Naim, 56 anni, consigliera uscente del Centro Storico nella lista Radicali Federalisti Laici Ecologisti e candidata per un altro mandato nella lista civica Gualtieri.

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“Ero fuori dal seggio, la scuola d’infanzia che si trova di fronte al Colosseo – scrive Naim – sono stati decine di ragazzi drogatissimi, che buttano bottiglie di birra nel giardino dei bambini e tengono la musica a palla fino alle 4 del mattino. La polizia è inesistente, è arrivata dopo un’ora e tre telefonate”. Schiaffi, pugni, il telefonino rubato, capelli tirati, graffi: questo è quanto racconta Naim a chi le chiede cosa sia successo.

Secondo la versione della consigliera, eletta per la prima volta nel 2008, le forze dell’ordine “gli ha assicurato l’impunità”.

Arrivata l’ambulanza, Nathalie Naim è stata portata all’ospedale San Giovanni Addolorata. “Questa situazione era da me più volte segnalata al delegato della sindaca, ma invece di risolverla è gravemente peggiorata. Neppure nel Bronks (Bronx, ndr), vergognoso!”.

Non è la prima volta che la consigliera di estrema sinistra viene pestata da immigrati, spacciatori e drogati:

Immigrati occupano zona Colosseo: “Prima o poi ammazziamo qualcuno” – VIDEO

Non sembra avere tratto giovamento intellettuale da quanto accaduto.

E si presenta con Gualtieri. Più ne prende e meno capisce.




10 pensieri su “Consigliera di sinistra pestata da immigrati le prende ancora a Roma: è l’integrazione 😂”

  1. Il radicalismo islamico in Europa rappresenta una situazione di emergenza, come un’epidemia di ebola, e va trattato con la stessa urgenza:
    ne è convinta Ayaan Hirsi Ali, nota intellettuale olandese-americana di origine somala.

    Quello che capita alle donne musulmane rischia di succedere anche a quelle occidentali,
    mette in guardia l’attivista per i diritti femminili.

    “Credo che abbiamo bisogno di un nuovo movimento femminista perché quello vecchio è morto”,
    afferma Hirsi Ali in un’intervista pubblicata oggi dal settimanale Weltwoche.

    “In Europa e nel mondo occidentale l’islam radicale e la sinistra politica lavorano mano nella mano,
    perché secondo il modo di vedere di sinistra
    tutto ciò che non è compatibile con il mondo multiculturale è cattivo”.

    “Il punto è che il multiculturalismo fa male alle donne”, prosegue la 47enne che vive oggi negli Stati Uniti, dopo aver ricevuto minacce di morte in Olanda.

    “Non siamo più in grado di parlare di gruppi di giovani uomini provenienti da paesi islamici che in Occidente molestano le donne perché consideriamo questi uomini in qualche modo da proteggere”.

    Questo perché il multiculturalismo – argomenta – divide le persone in due gruppi,
    le vittime e gli oppressori.

    Nel contesto occidentale l’uomo bianco è l’oppressore
    e tutti i migranti sono vittime.

    Ciò non permette di considerare cosa fanno i giovani in questione alle donne:
    giovani che provengono da società in cui le donne sono viste come bestiame e si possono molestare o violentare, se non sono coperte dal capo ai piedi.

    Ma questo non è un problema che interessa solo i musulmani? “Oh no”, risponde l’ex parlamentare olandese.
    “Ecco perché diventa chiaro che abbiamo bisogno di un nuovo movimento femminista: perché quello che che prima concerneva solo le donne musulmane – matrimoni coatti, mutilazioni genitali, nozze di bambine, delitti d’onore e altro – minaccia di interessare anche le donne in Occidente”.

    Si parla di donne – insiste l’attivista – che vengono molestate sessualmente solo perché si muovono in pubblico.
    “Le nostre libertà vengono attaccate”.

    Secondo Hirsi Ali la più grande minaccia per l’Occidente è attualmente rappresentata dalla dawa, il proselitismo radicale islamico, che è da considerare un complemento della jihad, la guerra santa.
    “Potrebbe portare alla fine dell’Unione europea, come oggi la conosciamo.
    Ma anche l’America non è immune”.

    La 47enne invita il presidente Usa Donald Trump a sviluppare una strategia anti-dawa, prima che sia troppo tardi.

    Sempre per Hirsi Ali l’Islam non è da considerare diviso:
    ne esiste solo uno, quello non riformato.
    Ci sono invece diversi tipi di musulmani.
    Esiste anche un gruppo che predica la rinuncia alla sharia, la tolleranza, la libertà e la parità uomo-donna:
    ma per queste richieste mancano le basi dottrinarie.

    Gli europei sono sopravvissuti a nazionalismo e comunismo:
    è stato necessario fare chiarezza sulla negatività di queste ideologie.
    Lo stesso, si dice convinta la scrittrice, deve essere fatto oggi con l’Islam radicale.
    Bisogna spiegare ai giovani quale è l’obiettivo della dawa, perché la sharia non va bene e perché porta a violenza ed oppressione.

    La civiltà occidentale deve urgentemente capire che l’Islam ha una dottrina di conquista e che sta guadagnando terreno attraverso i suoi agenti radicali, grazie a movimenti come i fratelli musulmani o a paesi come l’Arabia Saudita o il Qatar.

    “Hanno come obiettivo il dominio: questo l’Occidente deve saperlo”.

    swissinfo.ch/ita/islam–hirsi-ali–radicalismo-come-ebola–donne-occidente-a-rischio/43226532

      1. Ayaan Hirsi Ali anche se e’ Somala
        viene considerata una intellettuale (anzi lo e’ per davvero)
        e fa disamine oggettive e molto sottili
        sulla questione deportati islamici e relativa sharia, dawa, ecc.
        che nulla hanno a che fare con quelle che potrebbe fare un leghista.

        youtube.com/watch?v=SH6icfoTwCM

          1. no, non lo sapevo
            ma cio conferma che e’ una donna
            che cerca di vedere le verita in profondita.

            Ma a prescindere dall’olocausto,
            io ho una idea abbastanza chiara di cosa sono stati per davvero fascismo/nazismo
            ed e’ qualcosa che ha tante analogie con l’Islam,
            ove quest’ultima non e’ una religione, ma qualcosa di politico.

  2. Vox!! Perché non parlate di quello che sta accadendo da molte ore, tutte le Società di Marck Zuckerberg ovvero WhatsApp Instagram e Facebook non stanno funzionando da molte ore in tutto il mondo!!

  3. A parte che le donne musulmane possono essere violentate in qualsiasi momento, perché in quanto tale, la donna è la mano del diavolo, secondo la loro sotto cultura. Per la signora che subito violenza, mi spiace, ma chi è causa del suo male, pianga sé stesso. “Poi poteva succedere ovunque ed a chiunque, secondo lady ovunque.”

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