Coniugi rapinati e massacrati: a organizzare il colpo è stata la figlia adottata in Brasile

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Un’aggressione in stille Arancia Meccanica in una sera di luglio del 2020, poi le indagini e la scoperta che a organizzare il colpo è la figlia adottiva (che quella sera era in casa), poi fuggita in Brasile, dove avrebbero dovuto lasciarla dall’inizio.

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La scena è degna di Arancia Meccanica: luglio 2020, una villa nelle amene campagne di Perugia, a Deruta, Comune con 9.500 anime non distante da Todi. In un caldo sabato sera d’estate una violenta rapina colpisce una coppia, moglie e marito di circa 60-70 anni, che riposavano nella loro abitazione con la figlia adottiva di 33 anni.

Lui è un imprenditore benestante, nella casa ci sono contanti e gioielli. Marito e moglie vengono picchiati selvaggiamente e legati, la figlia subisce qualche lesione, meno grave. La coppia viene ricoverata all’ospedale, pesanti le lesioni al viso. Ferite solo superficiali per la figlia adottata in Brasile che viene curata al pronto soccorso e subito dimessa. I malviventi erano in tre, armati con una pistola e un coltello. Sono entrati probabilmente da una porta-finestra ed hanno minacciato i presenti. I due coniugi sono stati legati a un sedia e malmenati. I rapinatori, prima di fuggire, si sono impossessati di 68mila euro in orologi, gioielli e preziosi contenuti nella cassaforte.

Sembra un caso senza retroscena. Ma le indagini sulla vicenda non si sono mai fermate e nel corso del tempo è emersa una verità agghiacciante: è stata la figlia adottiva della coppia, di origina brasiliana, ad aver «ideato, organizzato e promosso la rapina ai danni dei genitori». A

Èquanto emerge dagli atti allegati all’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Spoleto con cui nell’ottobre 2020 sono finiti in manette altri due indagati, «un 50enne, un 23enme senegalese cittadinanza italiana, e un albanese 23enne residente in Italia».

Sembra una barzelletta: c’erano una figlia adottiva, un nuovo italiano africano e un albanese.

Le indagini sono state coordinate dalla Compagnia provinciale dell’Arma di Perugia coadiuvata dai carabinieri dell’Arma di Todi. L’albanese è residente in provincia di Foggia.

La figlia della coppia era andata a cena da loro e si trovava in casa. Secondo pm e giudice sarebbe stata lei a organizzare il colpo insieme ad altri tre. A suo carico ci sono intercettazioni e testimonianze. La donna, 33 anni, pochi giorni dopo se ne è andata in Brasile, suo paese di origine. E sarebbe ancora lì. In base agli atti giudiziari firmati dal giudice Federica Fortunati risulta formalmente indagata per rapina e sequestro di persona insieme ad altri tre. Di cui due, organizzatore ed esecutore, sono finiti in manette. I due arrestati, dopo le formalità di rito, sono stati ristretti presso le Case Circondariali di Perugia e Foggia a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Resta il dolore di una coppia tradita negli affetti più profondi.

Le adozioni internazionali sono un crimine. Contro i bambini, che vengono strappati al proprio ambiente e nel migliore dei casi vivono sradicati, e contro la società che li ospita.




3 pensieri su “Coniugi rapinati e massacrati: a organizzare il colpo è stata la figlia adottata in Brasile”

  1. Ma che bella figlia di puttana.Il loro errore è stato quello di portarsela in italia Dovevano lasciarla li dove stava.Nella merda.Crescendo avrebbe trovato la sua via nel fare la battona al paese suo.Adesso col cazzo che viene estradata in italia.Si rassegnino i due coniugi.Prese le botte gabbatu lu santu.

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