Voghera, sorella spacciatore marocchino protesta: “In Italia non c’è legge”

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Questa a breve batterà cassa chiedendo i danni per la morte del fratello spacciatore e molestatore. Trovando sponda nel Pd e nelle toghe rosse, vera sciagura della nostra Italia.

Se ci fosse legge lei e suo fratello sarebbero in Marocco.




12 pensieri su “Voghera, sorella spacciatore marocchino protesta: “In Italia non c’è legge””

  1. Ha ragione non c’è legge in Italia. Non c’è perché non esiste uno Stato nel senso vero e pratico del termine. Uno Stato come si deve non farebbe entrare masse consistenti di allogeni nel proprio territorio, indipendente se i flussi sono regolari o clandestini. Farebbe entrare pochi immigrati regolari, prevalentemente temporanei e razzialmente affini, e i clandestini anziché essere prelevati con la navi della Marina Militare verrebbero silurati a colpi di cannone e affondati in mare, oppure mitragliati addosso nei confini terrestri.

    Purtroppo si è affermata inoltre l’idea, che siccome abbiamo già tanti delinquenti tra noi autoctoni, dobbiamo importarne altri dall’estero.

  2. ma quale legge vuole questa qui
    quando qui stanno facendo un genocidio mondiale a cielo aperto

    ma lo sapete quante persone sono state assassinate oggi
    con i vaccini
    tra cui anche adolescenti e bambini?
    E non parliamo di reazioni avverse gravi,
    che sono molte di piu
    ed ancora peggio della morte.

    Eppure Zaia e’ stato chiarissimo
    ed ha detto ad aprile
    che questi vaccini, non centrano niente con le questioni sanitarie.

    Quanti leghisti sono stati vaccinati da aprile ad oggi???
    Quanti ne sono morti?
    Quanti rimasti storpiati?

    Da chi potranno avere giustizia?
    Non avranno nemmeno risarcimenti perche hanno preso in carico ogni responsabilita.

  3. Ci siamo: è saltata fuori la ‘sindrome del giustiziere’; non è un caso che l’articolo faccia cenno alle ‘ronde in zone a rischio’:
    a) le ‘ronde’ -giuste o sbagliate che siano- danno fastidio alle sinistre. Solo i centri sociali possono agire in branco e disturbare comizi;
    b) il concetto di ‘zone a rischio è più sottile. I rarissimi che hanno una licenza di porto d’armi per difesa personale, e disgraziatamente sono costretti a usarla, devono stare attentissimi ad alcune cose.. Assumiamo che la difesa sia legittima, ossia devo respingere la minaccia attuale (ossia incombente) di un’offesa grave (incolumità personale) e che questa NON SIA EVITABILE.
    Mi spiego. Per invocare la legittima difesa:
    – non devo mettermi volontariamente in una situazione di pericolo (ecco l’accenno alle ronde). Se io vado a trovare un amico che abita in un quartiere malfamato, don tacciato di cercare rogne;
    – non devo essere io stesso causa del pericolo: non posso entrare in un bar, proclamare che le madri dei presenti son tutte zoccole e minacciare con un’arma chi mi vuole dare una bottigliata in testa;
    – il pericolo deve essere non altrimenti fronteggiabile; ossia, se posso, devo cercare la soluzione meno cruenta (il c.d. ‘commodus discessus’), anche con la fuga. Se io cammino per strada e un paio di facinorosi, anche muniti di spranghe di ferro, mi dicessero “tu di qui non passi”, devo tornare indietro.
    Tutto ciò spiega tra l’altro perché il gioielliere che insegue ecspara il rapinatore in fuga fa due cazzate: una giuridica e una tattica.
    A favore di chi si difende, eccedendo, vi è però un’attenuante: ‘stato d’ira provocato dal fatto ingiusto altrui’.
    È curioso notare che al rapinatore che entra in una casa con gli occupanti presenti, e si becca il confetto o almeno le botte, non viene contestato il fatto che egli stesso si sia messo in una situazione di pericolo: i padroni di casa potrebbero incazzarsi e reagire. Ai padroni di casa non viene mai riconosciuta l’attenuante di cui sopra: in un tal frangente c’è chi è terrorizzato e si attacca al cellulare (e anche al c@$$#) e chi si incazza giustamente e reagisce. Invece di vedersi riconosciuta l’attenuante, sente il suo avvocato che gli consiglia di dire che era sconvolto e spaventato (la ‘nuova’ legge sulla legittima difesa parla di grave turbamento). La mentalità corrente non ammette che qualcuno sia freddo e preparato a respingere un aggressore. Se è ‘freddo’ e preparato, il pubblico Ministero lo accuserà di ‘rambismo’ e di aver cercato volutamente la morte o il ferimento dell’aggressore.

          1. Esagerato! Gli è che sono sensibile all’argomento. Suggerisco un giro su earmi.it È un sito curato da un magistrato di Cassazione che oltre a essere un fine giurista è un appassionato di armi. Per chi non è interessato all’oggetto ‘arma’, vi è una rubrica ove sono riportati tutti gli abusi di magistrati e questure ai danni del cittadino: vi assicuro che leggereste cose turche

  4. Confesso che Moana ha dato una spiegazione esaustiva della legislazione e sono riuscita a capirla pure io “quale donna di terra e di piante.
    La legge in Italia c:è, ma solo per gli italiani, gli altri, stranieri, si possono accomodare pure ed agire a proprio piacimento. Ad ogni modo la costituzione ed anche lo statuto regionale dell’ Emilia,” favoriscono la partecipazione dei cittadini a lle politiche sociali”. Gli articoli relativi non li ho sotto mano, sicuramente non è inclusa la difesa a mano armata, ma comunque attività volte a promuovere la sicurezza ed il degrado sociale, sì. È così signora Moana o sbaglio? La difesa non è illegittima e nella bibbia quando il popolo ebraico era in difficoltà, Dio rispondeva che lui sarebbe stato la loro difesa.

    1. La Bibbia – non ricordo in quale passo – dice che non commette peccato chi uccide il ladro che si sia introdotto in casa sua. Ritengo che la difesa sia un diritto naturale e connesso con l’istinto si sopravvivenza. L’avversione che certa parte politica ha sulla difesa personale si inquadra nella più vasta avversione che il cittadino abbia legittimamente un’arma: è così dagli anni ’70, e potrei citare esempi di insegnanti militanti del PCI fare propaganda contro. La controprova? Alcuni anni fa, in una scuola, credo in Veneto, fu organizzata quale attività sportiva una gara di tiro a segno con carabine ad aria compressa (cioè qualcosa che i ragazzini degli anni pre-1975 usavano serenamente): i ben pensanti ulularono che si addestravano i ragazzini alla guerra, riportando le foto di bambini negri con in mano un mitragliatore. Questa è l’humus dove è germogliato l’ideologia ‘non violenta’.

  5. In italia gli italiani non possono neanche difendersi dalla negraglia che viene iportata. Attendo l’inevitabile, ovvero quando inizieranno a spaccare la testa agli ac-coglioni.

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