Il caso del giudice scroccone che non paga i ristoranti

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Nuzzi: “Chi è il giudice famoso che non paga al ristorante?”

https://www.facebook.com/gianluigi.nuzzi.9/posts/1702390029961170

Si arricchisce di nuovi e incredibili particolari la storia del giudice scroccone, l’importante magistrato, presidente di un collegio penale, che a #Milano ormai da anni consuma lussuosi pranzi, cene e aperitivi senza pagare il conto. Innanzitutto per il numero di ristoranti coinvolti. La lista infatti aumenta, non sono solo 2 come scritto ieri, ma sarebbero molti di più. Tra questi alcuni noti come la Risacca Blu di viale Tunisia, l’Horse Caffè di viale Montenero e poi un prestigioso ristorante in zona piazza Cinque Giornate, un importante bar per aperitivi in san Babila e il “Da Gennaro” di via Orti. I “sospesi” sarebbero da poche centinaia di euro per il ristorante più alla mano a un migliaio, per quelli più di livello come la Risacca Blu di viale Tunisia o l’Horse Caffè, che unisce cucina siciliana a quella altotesina.

“Da me voleva ogni piatto con sopra la grattata di tartufo” – afferma Carlo Bellotti, il titolare – “persino sul brodo e ordinava sempre i vini più cari in lista. Veniva con tanti suoi colleghi e mi diceva ‘Mi raccomando non farli pagare, poi ci penso io’, solo che il conto è ancora da pagare”. Alcuni ristoratori erano entrati anche in confidenza con il magistrato, tanto da conservare in memoria il numero di cellulare: “Gli ho scritto chiedendogli di saldare il conto” – spiega il titolare della Risacca Blu – “Li leggeva ma senza rispondere. Se spendeva molto? Ordinava certi rossi che io bevo solo a Natale”.

Nel frattempo è partito un tam tam per capire di chi si tratti. Tra i nomi più gettonati quello di un giudice di lungo corso, che non brilla certo in rapidità quando deve estendere le motivazioni delle sentenze che pronuncia. “Ma scusi – è la domanda in coro dei ristoratori – con quale credibilità questo signore assolve o condanna?”. Di certo nessuno critica i modi di questo magistrato, ritenuto sempre affabile, educato e gentile, quanto proprio il “Modus operandi”. In almeno tre ristoranti la dinamica è incredibilmente simile: prima il magistrato non paga alcuni conti, poi sollecitato li salda, conquistando nuovamente la fiducia dell’esercente, quindi lascia ancora dei debiti superiori ai primi per sparire. “Quello che fa arrabbiare è che questo atteggiamento si è ripetuto anche durante le brevi aperture dall’inizio della pandemia ad oggi. E non pagare i conti a chi fa fatica a non fallire fa proprio saltare i nervi”. E in effetti mentre il debito più vecchio risalirebbe al marzo 2019, per quello più recente si arriva allo scorso anno. Sarebbe quindi un sogno che il magistrato saldasse i suoi debiti prima che si apra magari l’istruttoria per un’azione disciplinare? Lo scopriremo nelle prossime puntate.

Questo ci dice molto su parte della magistratura. Chi giudica il giudicante? Chi ha il coraggio di denunciare chi potrebbe rovinarti la vita con una sentenza? Non è un articolo di costume, tutt’altro.

Il politico che si comportasse così verrebbe svergognato due secondi dopo. I magistrati sono la vera casta di intoccabili. Deve finire. Anche per il bene delle maggioranza di loro che sono persone oneste.




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