Il presidente nigeriano Buhari, rieletto a stragrande maggioranza nel 2019, non è un tipo diplomatico. Anni fa sconsigliò l’Italia di accogliere i suoi connazionali:
Presidente Nigeria: “Non date Asilo a Nigeriani, da noi scappano delinquenti”
E poco prima di ricandidarsi ad un secondo mandato si era scagliato contro la popolazione giovanile che emigra senza motivo dal suo Paese. Ricco Paese.

“Molti di loro non sono andati a scuola e sostengono che siccome la Nigeria è un paese produttore di petrolio, possono sedersi e non fare nulla e avere accesso ad alloggi, assistenza sanitaria e educazione gratuita”, ha detto.
Le sue osservazioni scatenarono l’ira dei giovani nigeriani sui social network. E l’hashtag #LazyNigerianYouths (“Lazy Nigerian Youth”) divenne virale in Nigeria. A dimostrazione che stavano seduti a non fare nulla.
Insomma. Abbiamo un Paese con un boom demografico e un surplus di giovani fancazzisti (definizione del loro presidente) che visto che non potendo essere mantenuti in Nigeria, scelgono l’Italia. Dove li attende un hotel per almeno 2 anni. Basta chiedere Asilo. Visto che con l’abrogazione dei decreti Salvini è tornata la famigerata ‘protezione umanitaria’ che rendere i clandestini nigeriani, senegalesi, pakistani, bengalesi e tunisini ‘profughi’ e clienti delle coop del noto partito che in Toscana fa affari con la ‘ndrangheta.
E ancora oggi c’è chi chiede di tere aperti i porti. Folli.
Perché come abbiamo scoperto poco dopo le parole di Buhari, il problema dei mantenuti è quello minore. Molti non si limitano a gozzovigliare in hotel. Si danno allo spaccio. O peggio. Fanno a pezzi ragazzine.
Grazie Buhari della sua sincerità. Quello che dobbiamo metterci in testa è che non sono i migliori di quei posti a salire sui barconi: il contrario. E vista la sua rielezione, i suoi concittadini la pensano come lui.

Non per nulla alcuni giornalai cattocomunisti l’hanno definito “un tiranno”…