Mes, Borghi (Lega): “Quando scorrerà il sangue la mia testa sarà alta”

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“Io più di così non so che fare. Quando scorrerà il sangue la mia testa sarà alta. Non è una consolazione, ma la dignità dell’adempimento del proprio dovere innanzitutto. Fico telefoni a Gualtieri e lo fermi. Gualtieri sta disattendendo le indicazioni del Parlamento. è gravissimo”.

Era l’ultimo appiglio cui appendere la pretesa diversità dei Cinquestelle: il Mes. «Mai e poi mai lo approveremo», hanno gridato fino a poche ore fa. Fino a quando, cioè, Vito Crimi, il reggente che nessuno regge, ha adottato il lodo Gualtieri per dire che un conto è la riforma del Mes, altro il suo utilizzo. «Non faremo ostruzionismo», assicura. Gli sarà sembrata una furbata irresistibile. In realtà, come ha rilevato Emma Bonino è «roba da dissociati mentali». Già, non ha senso riformare il fondo salva-Stati dichiarandone in anticipo il non utilizzo poiché nocivo. Se è nocivo, non si approva. Ma Crimi l’hanno messo lì apposta a prendersi i fischi. Suo il pettinfuori ogni qualvolta la realtà si diverte a far coriandoli delle utopie grilline.

Con il Mes è ancora peggio. Perché ora il seggio traballa molto più di prima, con i sondaggi in picchiata e la ridotta disponibilità dei posti in Parlamento. Per molti, è tempo di stringersi attorno alla coppia Casaleggio-Di Battista. L’apertura di Crimi sul Mes è il cedimento che i due aspettavano. E infatti subito è cominciato il tiro al piccione. «Temo che Crimi non fosse presente all’audizione di Gualtieri», attacca Alvise Maniero. «I molti interventi M5S – ricorda – erano contrari a questa riforma». Sulla sua scia il collega Pino Cabras. «Crimi – rileva – non tiene conto del contenuto di due risoluzioni». Decisamente più tranchant il giudizio dell’eurodeputato Piernicola Pedicini.




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