DCPM, governo nel caos: rissa da bar sulle chiusure

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“La situazione si sta aggravando, ma siamo ancora in tempo per prendere misure serie e mirate a ridurre la crescita esponenziale della curva dei contagi di questi ultimi giorni, innanzitutto ascoltando la comunità scientifica”. Lo dice il capo politico del M5s Vito Crimi secondo il quale servono “subito comunque misure più restrittive che ci consentano di contenere la crescita” della diffusione del virus.

Come dire che, fino ad oggi, non hanno preso misure serie. Ce ne eravamo accorti, pagliacci.

Italia viva sarebbe contraria alla chiusura dei ristoranti alle 22. E’ la posizione che, a quanto si apprende, la capo delegazione di Iv Teresa Bellanova ha portato al tavolo del vertice di governo che si è svolto questa sera a Palazzo Chigi, in vista delle nuove misure per contrastare il contagio da Covid. I renziani sono anche contrari, come dichiarato in giornata, a ipotesi come quella della chiusura dei negozi di parrucchiere.

Intanto, il Comitato Tecnico Scientifico si è riunito oggi per analizzare i nuovi indicatori epidemiologici e la valutazione di aspetti connessi alla prevenzione del contagio dal virus SARS-CoV-2 attraverso l’adozione di ulteriori interventi miranti al controllo dell’epidemia. Il CTS “rimarca l’attuale incertezza relativa agli aspetti epidemiologici correlata alla circolazione e alla trasmissione del virus, pur nella consapevolezza che, attualmente, i focolai sono principalmente all’interno delle famiglie”. In applicazione del documento condiviso con le Regioni sulla strategia di contrasto al virus SARS-CoV-2, sottolinea “la temporaneità delle raccomandazioni fornite di seguito, in coerenza con i possibili risultati positivi derivanti dalle azioni proposte e ricorda di considerare che il Paese si trova all’inizio della stagione autunnoinvernale, rendendo potenzialmente più difficile la gestione dei pazienti affetti da Covid-19”.

Il Cts sottolinea quindi “l’esigenza di elevare al massimo l’attenzione sul rigoroso rispetto delle misure di prevenzione e confida sulla corretta attuazione delle seguenti valutazioni: nelle attuali condizioni epidemiologiche il CTS suggerisce di considerare l’adozione di orari scaglionati per l’ingresso in presenza degli studenti universitari e delle scuole di secondo grado. Un’importante criticità è rappresentata dal trasporto pubblico locale che non sembra essersi adeguato alle rinnovate esigenze, nonostante il CTS abbia evidenziato fin dallo scorso mese di aprile la necessità di riorganizzazione, incentivando una diversa mobilità con il coinvolgimento attivo delle istituzioni locali e dei mobility manager”.

“Assoluta e rigorosa azione di controllo sulle misure già più volte indicate dal CTS ed oggetto delle norme attualmente in vigore (es. distanziamento, prevenzione degli assembramenti, obbligo nell’uso della mascherina negli esercizi commerciali e di ristorazione) con intensificazione della vigilanza e delle azioni di contrasto che devono essere rese più agevoli nella loro possibilità di adozione (es. obbligo di affissione del numero massimo di clienti che è possibile accogliere negli esercizi)”.

Il CTS raccomanda poi “la coerenza della limitazione già prevista dalle norme vigenti relativa al numero massimo di persone che possono condividere il medesimo tavolo all’interno dei locali di ristorazione. Assoluta esigenza di tempestiva diagnosi, monitoraggio ed efficace tracciamento dei contatti attraverso il coinvolgimento dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta, mediante azioni di reclutamento attivo potenziando i sistemi diagnostici (es. drive-in)”. Rafforzamento della medicina del territorio, eventualmente con il supporto del sistema nazionale di protezione civile”.

Raccomandate infine l’incentivazione dello smart working “sia nell’ambito del settore pubblico che in quello privato” e la “limitazione temporanea alla fruizione di eventi a grande aggregazione di pubblico (es. congressi, fiere, ecc.) ed altri assembramenti di persone spontanei o comunque organizzati”.

Insomma, tutte sciocchezze. Finiremo chiusi in casa per l’incapacità di questo governo.




Vox

4 pensieri su “DCPM, governo nel caos: rissa da bar sulle chiusure”

  1. Finiremo chiusi in casa perchè così è stato deciso da qualcuno.
    Dobbiamo andare a pesca di negri e poi ospitarli a spese nostre mentre si fanno bellamente i cazzi loro a casa nostra, dobbiamo pagare per il taglio del cazzo ai matti, dobbiamo costruire più moschee per i “mumus”, dobbiamo ricordarci del presunto olocausto almeno una volta alla settimana…
    La deficienza non è più una scusa che regge. Da anni.

    1. Anche perchè se i deficienti fossero solo i nostri potrei ancora valutare l’ipotesi. Ma apparentemente tutti sono deficienti e tutti sembrano seguire un’agenda precisa, visto che fanno tutti i deficienti allo stesso modo. Le cohencidenze non hanno mai fine.

  2. los critto del cts nn si capsice nula, siamo in mano al nulla! dovrebbero entrare i medici militari che fronteggiano attacchi chimico batteriologici comr quello in essere….ifnatti uno di loro ha parlato e tac subito denunziato….cioè qusti un protocolo sanno fare: rinchiudere, censurare , vaccinare……non vi ricorda il ..1917……ops vengono da li ….

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