Battisti minaccia l’Italia: “I compagni si attiveranno”

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“Ammettendo le mie responsabilità pubblicamente e legalmente ho accettato il patto sociale, però in cambio ho avuto la vendetta dello Stato. Anche se dovessero ridurmi al silenzio, i compagni e gli amici qui e altrove sapranno adoperarsi come hanno sempre fatto pubblicamente”.

Cesare Battisti, dal carcere di Rossano (Cosenza), minaccia lo Stato italiano con un audio registrato dai suoi familiari e da loro inviato al legale dell’ex terrorista dei Pac, Davide Steccanella, tornando a contestare la sua condizione carceraria, da lui ritenuta troppo dura.

“Oltre ad essere spiccatamente punitivo sotto tutti gli aspetti il mio trasferimento (nel carcere calabrese) equivale ad una condanna all’isolamento ininterrotto con il rischio di finire nel reparto Isis. Mi è stato proibito il computer e materiale didattico, mi è stata applicata censura allegando fantasie eversive con lo scopo chiaro di impedire il mio interagire con istanze culturali e mediatiche”.

“E’ evidente come le mie dichiarazioni sul sull’operato unicamente punitivo delle prigioni abbiano incomodato certe autorità i cui interessi non coincidono con il rispetto della legge e con principi di una democrazia sana. A causa dell’inasprito regime di prigionia i miei contatti con l’esterno sono diventati incerti e manipolabili”.




Vox

5 pensieri su “Battisti minaccia l’Italia: “I compagni si attiveranno””

  1. per il solo fatto che le cazzate che sto imbecille dice , siano pubblicate, viene di fatti smentito, non si capisce perche’ la gente normale debba essere perseguitata dagli isterismi di sto delinquente….. se vuole comunicare lo faccia tramite i suoi legali con i suoi famigliari, lasci in pace gli italiani,che pretendono di poterlo serenamente dimenticare sapendolo , a marcire finalmente in galera

  2. Non ho capito che vuole? Il computer? magari con il Wi-fi? E una donnina che lo accudisce, noo?
    Ma questo è scemo o ci fà? E’ stato quasi quarant’anni latitante protetto da Mitterand, da Carla Bruni e poi da Lula in Brasile.
    E’ stato quarant’anni a sbeffeggiare i parenti delle vittime (in primis), l’autorità giudiziaria e gli italiani e adesso che è venuto il momento del redde rationem reclama.
    Da questo individuo non si è mai sentito rammarico o richieste di perdono (che comunque non ce ne sarebbe fregato di meno).
    Faccia le sue riflessioni in silenzio.
    Fine pena mai, spegnete la luce!

  3. Ma veda di andare a fanculo lui e tutti i comunisti di merda compresi anche chi gli va dietroed i suoi proclami dell cazzo…Fargli fare la fine di Curcio e della puttana della Cogol …No?.Nella sua bastardaggine questo con il cervello è rimasto agli anni di piombo.Se si attivano i Kompagnucci stavolta verranno linciati dagli italiani.Tenetelo in galera a ‘sto rifiuto merdoso.

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