Santa Sofia diventa moschea, Chiesa Ortodossa: “E’ un insulto alla storia”

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La Chiesa Ortodossa Italiana scrive a Vox sulla questione della Basilica di Santa Sofia che Erdogan ha trasformato in moschea.

Il 10 luglio 2020 su pressione del governo islamista di Recep Tayyip Erdoğan leader dell’AKP (Partito della Giustizia e dello Sviluppo) il Consiglio di Stato Turco ha annullato il decreto del fondatore della Turchia moderna il generale Mustafa Kemal Atatürk che in nome della laicità e della modernizzazione dello Stato aveva abolito il calendario islamico e l’alfabeto arabo preferendo il calendario gregoriano e l’alfabeto latino, aveva emanato una Costituzione basata sul diritto occidentale e trasformato la Basilica di Santa Sofia da Santa Moschea della Grande Hagia Sophia in museo. Parimenti è stato annullato il provvedimento del suo predecessore Ahmet Necdet Sezer che nel 2006 aveva destinato una piccola stanza del complesso museale a luogo di culto e di preghiera sia per i musulmani che per i cristiani. “Tale fatto è un insulto alla Storia, al Cristianesimo ed anche all’idea di Turchia laica e tollerante che era alla base della rivoluzione dei “Giovani Turchi” e del Partito Repubblicano del Popolo che nel 1922 depose il Sultano Maometto VI ed abolì il Califfato, trasformano la Turchia da teocrazia islamica in uno Stato Moderno – lo afferma Filippo Ortenzi, Arcivescovo Metropolita della Chiesa Ortodossa Italiana – sarebbe opportuno che l’Italia protesti vivamente contro questo sopruso ed insulto alla Storia e a tutto l’Ecumene Cristiano”. “A quanti criticano le posizioni anti-immigrazioniste dei partiti patriottici europei ricordo – continua il vescovo – che in Turchia c’è stato una vera e propria sostituzione etnica delle popolazioni che ivi vivevano prima dell’invasione ottomana. L’Anatolia non era infatti un territorio disabitato. In tale territorio erano germogliate nell’antichità civiltà importanti, come l’impero degli Ittiti e, prima dell’unificazione operata dai Romani vi erano Stati e Nazioni quali la Bitinia, la Lycia, la Frigia, la Galazia, la Lidia, la Panfilia, la Misia, il Ponto,il Regno di Pergamo, la Licaonia, la Paflagonia,la Pisidia; la regione assira e curda (i curdi sono discendenti del popolo iranico dei Medi) della Cappadocia; le regioni armene del Commagene, dell’Armenia Superiore e della Cilicia; i territori ellenici della Troade, della Ionia, della Darcania e la regione siriaca dell’Hatay (dove c’è la capitale storica della Siria: Antiochia dei Siri). Tutte queste popolazioni furono amalgamate dai romani tanto che quando giunsero, a più riprese, tribù turco-mussulmane (la più importante delle quali furono i turchi ottomani) l’Anatolia era popolata da romei (romani di lingua greca), armeni, assiri e siriaci. Oggi delle popolazioni originarie dell’anatolia sopravvivono poche migliaia di romei (impropriamente definiti greci), di siriaci (ad Antiochia) e di armeni (a Istambul) in quanto sono state sterminate, o espulse o assimilate dal Califfato Islamico. Lo ricordino ai governanti italiani che, in dispregio della storia, stanno favorendo l’invasione afro-islamica della nostra Patria. Non vorremmo che tra qualche secolo i pochi cristiani che saranno sopravvissuti ricordino Conte, Mattarella e Papa Francesco quali responsabili dell’islamizzazione dell’Italia e del fatto che San Pietro, come profetizzato da Maometto nel Corano, al pari di Santa Sophia venga un domani trasformata in Moschea”. “Nel totale silenzio dell’Italia va segnalata la presa di posizione della Russia di Putin, che ancora una volta, si è dimostrata l’unica difesa della cristianità nel mondo – continua il vescovo ortodosso – Fa rumore altresì il complice silenzio della Chiesa Cattolica Romana che ha, sulla propria coscienza, il saccheggio e profanazione della Basilica di Santa Sofia (dedicata alla Sophia o Sapienza di Dio) voluta dall’isoapostolo San Costantino Imperatore ed inaugurata il 15 febbraio 360 dal figlio Costanzo II, avvenuta nel 1202 quando la IV Crociata indetta da Papa Innocenzo III (lo stesso della crociata contro i Catari nella Francia Meridionale e dell’Inquisizione) fece crollare il plurimillenario Impero Romano (l’impero bizantino è una bufala storica in quanto giuridicamente non è mai esistito) assaltando e saccheggiando Costantinopoli-Nuova Roma e depredando la basilica delle preziose reliquie ivi custodite (per lo storico romeo Niceta Coniata oltre le relique dei Santi, furono trafugate anche una pietra del sepolcro di Gesù e il Sudario, ossia la Sacra Sindone). Dal 1202 al 1261(anno nel quale fu riconquistata dai principi romei e fu restaurato l’Impero) infatti la Basilica di Santa Sofia fu trasformata in una Cattedrale cattolica romana. Dopo la conquista islamica Santa Sofia fu trasformata in Moschea dal Sultano Maometto II il 29 maggio 1453 e tale rimase fino alla Rivoluzione Kemalista che la trasformò in museo nel 1931. E’ bene che l’Italia riconsideri la sudditanza all’imperialismo turco, riprenda le relazioni diplomatiche con la Repubblica Araba della Siria e cessi di appoggiare le milizia islamiste del filo-turco Consiglio Nazionale Siriano e il Governo islamista libico di Bengasi (in mano ai Fratelli Musulmani) appoggiato dalla Turchia ed appoggi invece, come fa la Francia, gli USA, l’Egitto e la Russia l’azione del Feldmaresciallo Generale Khalīfa Belqāsim Ḥaftar Alferjani del governo di Tobruck, che lotta contro le milizie islamiste e per una Libia libera e laica”




4 pensieri su “Santa Sofia diventa moschea, Chiesa Ortodossa: “E’ un insulto alla storia””

  1. Tutto condivisibile fuorché la definizione dell’impero bizantino come ‘romano’. Non era né impero, né tanto meno romano.
    Era un regno greco, come dimensioni, lingua, cultura, architettura istituzionale. Che non sia mai esistito ‘giuridicamente’ un impero bizantino importa poco. Sarebbe come dire che serve lo stampino di carta bollata per dire che sia esistita una nazione italiana anche in assenza di uno stato unitario. Lo chiamiamo bizantino per tradizione storica e per differenziarlo dalla grecità classica, ma certamente non era romano.

    1. Quando il mio vecchio mi ha portato a San Marco mi ha fatto notare che “quei cavalli lì” li avevano fatti i “romani”. Dopo che ho cambiato idea i Bizantini sono “Romani” e gli islamici tutti sono “saraceni”.

  2. Purtroppo per noi e per fortuna degli arabi, non si sono mai incontrati su un campo di battaglia Arabi e Romani, tranne forse se volessimo parlare delle guerre nabatee di Traiano, ma siamo 5 secoli prima dell’Egira ed anche i Romani di Traiano ormai non erano in buona parte Italici, bisogna dirlo, ma gli ufficiali sì, lo erano.

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