Auguri al Patriota Tenzin Gyatso, Dalai Lama dei tibetani

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Sua Santità il Dalai Lama, al secolo Tenzin Gyatso, oggi compie 85. E mentre il giorno volge al termine, Vox fa gli auguri ad un sovranista che conosce anche troppo bene i danni dell’immigrazione.

Il suo popolo li vive sulla propria pelle da mezzo secolo, da quando la Cina ha invaso il Tibet e ha iniziato un’opera di genocidio etnico e culturale attraverso l’immigrazione di cinesi etnici.

Ci sono infatti due tipi di genocidi: quello più diretto, che consiste nello sterminare un popolo, ma è ormai troppo ‘volgare’ e anche gli stolti ne comprendono gli effetti. C’è poi quello più subdolo, e consiste del rendere insignificante un popolo rendendolo minoranza a casa propria, attraverso l’immissione di masse di immigrati. E’ il genocidio 2.0 che piace tanto ai nostri politici, perché non hanno bisogno di ‘sporcarsi le mani’ con il sangue del popolo.

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Ecco che durante un incontro con i giornalisti a Pomaia, dove era in visita alla comunità buddhista, ai giornalisti che sparavano in una sua dichiarazione pro-accoglienza, rispose: “Se si chiamano rifugiati vuol dire che fuggono da qualcosa ma il buon cuore per accoglierli non basta e bisogna avere il coraggio di dire quando sono troppi e di intervenire nei loro Paesi per costruire lì una società migliore“.

Detto da un uomo che è dovuto fuggire da una persecuzione reale, ha un’enorme rilevanza.

Così, sull’emergenza clandestini nel Mediterraneo, spiegò: “Non è possibile pensare – ha aggiunto – che sia sufficiente l’accoglienza a risolvere il problema.

Serve quindi un pensiero a lunga scadenza per ottenere un risultato davvero efficace“.

E non fu né la prima né l’unica volta che il buon Tenzin sorprese chi non conosce il suo pensiero riguardo l’immigrazione.

Anche per Tenzin Gyatso, il Dalai Lama dei tibetani, l’identità conta. E’ l’unica cosa che conta.

Ma non è stata l’unica dichiarazione ‘sorprendete’: “Durante il secondo conflitto mondiale parteggiavo per Germania e Italia”. Così il Dalai Lama, che oggi compie 85 anni, durante una video intervista del 1999 a Dharamsala spiegò la sua “istintiva” simpatia nei confronti di due nazioni “attaccate dai potenti del mondo”. “A quel tempo c’era la guerra, io mi immagino la Germania e l’Italia come due piccoli Stati attaccati da tutto il resto del mondo. Due piccole nazioni che stavano da una parte, mentre dall’altra c’erano i grandi come la Francia, l’Inghilterra, l’America, la Russia. Li vedevo così – disse il Dalai Lama – circondati da vicini molto più forti e potenti. E naturalmente parteggiavo per loro, per un’istintiva simpatia verso i più deboli”.




Un pensiero su “Auguri al Patriota Tenzin Gyatso, Dalai Lama dei tibetani”

  1. Un paese 100% Bianco è come il Nirvana per un Buddhista. Imparassero da questo sant’uomo, dalla sua dignità e compostezza, quei ragazzini gialli maleodoranti e rompicoglioni insopportabili di Hong Kong, dei cui problemi non può e non deve fregarci una sega a fava moscia. Li sterminano tutti domani e gli USA tornano a vendere alla Cina, le borse risalgono, Trump vince e gli Ebrei si autoeliminano in lotte fratricide. Ohm…

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