
Dopo la violenza sessuale, avvenuta nella notte tra venerdì e sabato, la donna è andata subito al pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria Nuova, dove le sono state diagnosticate ferite guaribili in ventun giorni. Massacrata.
Difeso dall’avvocato Claudia Plotino, il 48enne – di cui non vengono fornite le generalità – ha spiegato al giudice Andrea Rat la propria versione dei fatti.”Io e lei ci siamo conosciuti venerdì 26 in via Sani, nella zona della stazione: me l’ha presentata un amico mio connazionale. Da lì ci siamo spostati tutti e tre verso le ex Reggiane, dove io alloggio in una tenda. Poi il mio amico è andato via e siamo rimasti io e la ragazza. Insieme abbiamo fumato spinelli e avuto un rapporto sessuale, sul quale lei – puntualizza – era d’accordo”.
“Dopo il rapporto, abbiamo litigato. Lei ha detto che voleva proseguire la relazione, mentre per me la storia finiva qui perché ho un figlio piccolo e una compagna. Lei non lo ha accettato e mi ha sputato addosso. Allora io ho reagito dandole uno schiaffo”.
Bizzarra difesa. Possiamo credere alla drogata che va a farsi le canne di sua sponte, non al resto.

Qualcosa mi dice che la versione dei fatti fornita dal tunisino sia quella reale. In Emilia-Romagna le zoccole che danno confidenza agli afroislamici e poi si fanno sfondare da loro, sono numerosissime. Forse più che in altre parti d’Italia, perché li la gente é per gran parte mentalmente plagiata dall’ideologia progressista e postmarxista che il vecchio PCI oggi PD ha imposto coercitivamente. É un dominio che lì dura da più di 70 anni, e da 50 ha da sempre il governo regionale.
Non tutte le emiliane sono zoccole, comuniste, che danno confidenza a sballati e soprattutto si meritano la presenza di queste persone. Purtroppo la colpa è dei comandanti locali di sinistra che non sanno quello che fanno.