Arriva il miele made in China che non è miele: c’è dentro di tutto

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Il coronavirus è solo l’aspetto più eclatante di un avvelenamento a cui siamo sottoposti dalla Cina, da quando si sono aperte le frontiere al commercio con il paese asiatico. Hanno inondato le nostre case di schifezze nocive.

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L’ultimo caso è il miele che non è miele.

Il falso miele made in Cina invade l’Italia. A lanciare l’allarme è la Cia-Agricoltori italiani che parla di un prodotto dal prezzo imbattile (1 euro contro i 4 di quello italiano), che “ha pesanti ricadute non solo sulla filiera ma su tutta l’agricoltura italiana, che dipende al 70 per cento dalle api nella loro funzione di impollinatori”. Non solo perché gli esperti parlano di un falso miele adulterato e miscelato con quello naturale per nascondere la contraffazione e difficile da rilevare ai controlli alle frontiere. Il miele made in Cina infatti è realizzato con l’aggiunta di sciroppo di zucchero e con metodologie di produzione non conformi alle norme europee.




2 pensieri su “Arriva il miele made in China che non è miele: c’è dentro di tutto”

  1. Basta non comprare miele “industriale” e leggere bene le etichette.
    Se poi vogliamo parlare del CIA (ampiamente sponsorizzato dal gruppo Unipol e molto europeista), sono fra i più “flagellati dal climate change”, come piace dire a loro. Specialmente nel cervello e nella pratica di assumere negri.

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