Saremo noi a pagare pensioni agli immigrati di Bellanova

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Il primo motivo, è che chi versa i contributi oggi, non lo fa per gli attuali pensionati, lo fa per se stesso quando andrà in pensione. E loro versano così pochi contributi, che quando andranno in pensione saremo noi a doverli mantenere:

Migranti non ci pagheranno pensioni: 83% non paga contributi

E poi, il costo dell’immigrazione non si limita solo alle pensioni. Tutto sommato, ecco il reale rapporto costi benefici:

Immigrati regolari ci costano più di 10 miliardi l’anno

E c’è uno studio che ridicolizza Bellanova e tutti quelli che ritengono gli immigrati ‘risorse’. Figuriamoci i clandestini che lavorano per pochi euro e pochi mesi l’anno:

Studio pensioni smentisce Boeri: migranti inutili

In un approfondimento a cura del Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali, viene smontata tutta la vulgata dell’immigrato risorsa: è stato giusto bloccare dal 2011 le nuove quote d’ingresso per motivi di lavoro?

Purtroppo vengono aggirate con i ricongiungimenti familiari. O arrivano da clandestini, tanto poi una trippona che li regolarizza la trovano.

Secondo dati Istat sull’immigrazione elaborati da Itinerari Previdenziali con l’ausilio delle rilevazioni del Ministero dell’Interno sull’andamento dei permessi di soggiorno regolari, la popolazione di origine straniera residente in Italia nel periodo corrispondente al blocco delle quote per motivi di lavoro (2011-2016) è aumentata di circa 1,4 milioni di unità, di fatto 2,2 milioni di persone se si tiene conto del fatto che, nel frattempo, circa 800mila stranieri hanno, purtroppo, ottenuto la cittadinanza italiana.

Un aumento imputabile solo a richiedenti asilo e ricongiungimenti familiari.

Sempre tra il 2010 e il 2016, a fronte di un crollo del tasso di occupazione degli immigrati dal 67% al 58% (56% per i soli extracomunitari), in relazione a una crescita della popolazione in età di lavoro superiore a quella dell’occupazione, il tasso di disoccupazione specifico è salito fino al 17,9% nel 2013, per attestarsi oggi intorno al 15%, pari a circa 420mila persone in cerca di lavoro (solo nel Centro-Nord rappresentano il 25% del totale delle persone in cerca di impiego). Se è vero che gli immigrati che vengono in Italia sono in gran parte di bassa istruzione e bassa qualificazione professionale, lo è altrettanto che sono comunque spesso occupati come manovalanza a basso prezzo. Andando così ad incidere proprio nel mercato del lavoro degli italiani meno qualificati e in difficoltà economiche.

Itinerari Previdenziali spiega che gli immigrati hanno mostrato maggiore ‘elasticità’ agli effetti della crisi adattandosi a salari lordi che risultano più bassi anche del 40% rispetto a quelli percepiti dagli italiani col risultato che gli italiani sono stati espulsi da interi settori economici: non possono vivere con gli stipendi degli immigrati, pronti a sopravvivere in 25 in una stanza. Infatti gli immigrati poveri sono 8 volte superiori rispetto alle famiglie italiane della stessa zona: ma un giorno vorranno pensioni che non si sono pagati.

Il mercato del lavoro ha sicuramente cambiato volto negli ultimi anni e come sottolinea Itinerari Previdenziali riaprire le quote di ingresso per motivi di lavoro produrrebbe effetti drammatici sia per i lavoratori immigrati già presenti sul territorio sia, soprattutto, per i lavoratori italiani scarsamente qualificati.

Ora torniamo al contributo al sistema previdenziale che arriva da chi oggi – italiani e migranti – costituisce la forza lavoro del Paese.

Come ha più volte spiegato l’Inps i contributi previdenziali versati dagli immigrati sovrastano di 36,5 miliardi le prestazioni pensionistiche potenzialmente maturate. Se questo dato fa dire a Tito Boeri che “i migranti stiano pagando le pensioni agli italiani”, Itinerari Previdenziali obietta come vadano calcolate le future prestazioni. Perché un giorno i migranti andranno in pensione, e visti i bassi stipendi attuali, non se le saranno pagate.

I contributi previdenziali che, esattamente come nel caso dei lavoratori italiani, andrebbero considerati un debito pensionistico dello Stato nei confronti di chi ha versato, e quindi non ascrivibili a entrate, rendendo quindi di fatto negativo il bilancio tra benefici e costi prodotti dai flussi migratori. Capito?

Secondo l’approfondimento di Itinerari Previdenziali, poi, la sola spesa sanitaria (1.870 euro pro capite nel 2016) per i circa 6 milioni di immigrati presenti in Italia sarebbe pari a 11 miliardi, quella scolastica – riferita a oltre 1,1 milioni di stranieri (circa 7.400 euro l’anno pro capite) – aggiungerebbe al totale altri 8 miliardi. Tenendo conto anche dei costi dell’accoglienza, si arriverebbe ad almeno 23 miliardi, cifre drammatiche. Che escludono, tra l’altro, altri oneri a carico dello Stato (assistenza sociale, trasporti, etc.).

Secondo la pubblicazione del Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali l’immigrazione è, quindi, un investimento insostenibile.

“In Italia si sta al momento manifestando un problema serio di sostenibilità e il rischio concreto è quello di doverlo fronteggiare con un supplemento di interventi assistenziali”

I migranti sono una tassa da 5 miliardi l’anno




6 pensieri su “Saremo noi a pagare pensioni agli immigrati di Bellanova”

  1. Ma alla sx che glie frega? Forse hanno un incentivo dai Sorosiani per ogni immigrato fatto arrivare e quello gli basta. Tutto il resto è gentilmente offerto prelevando dalle tasche degli italiani.

  2. Il problema non sono solo le pensioni, ma specialmente tutto il sistema sanitario, assistenziale, scolastico ed integrativo,( relativo all’integrazione) , che le loro famiglie gravano su di noi.

  3. Un bel po’ di tempo fa il postino aveva messo per errore nella mia cassetta delle lettere una busta indirizzata alla famiglia locataria sudamericana che abita sopra di me, l’aveva inviata l’inps.
    Confermavano la pensione di invalidità civile al ragazzino maledetto che corre sulla mia testa a tutte le ore.
    Poco invalido ma molto incivile.
    La chiesa paga loro la pigione ben 650 euro mensili + amministrazione e dallo stato prendono il rdc si intende. Il marito lavora in nero e vivono felici e contenti. Me lo ha riferito il proprietario dell’immobile che non voleva affittare a stranieri ma poi ha dovuto cedere per pagare le tasse, incombenti e inesorabili.

    1. Invalido forse nella testolina…sua è dei suoi genitori.
      Lo so perché a mio suocero malato oncologico, già deceduto due anni fa, facemmo la richiesta di invalidità e lo era al 100% per ben due volte e gli fu negata. La prima fu quattro anni fa ebbe esito negativo , nonostante la commissione affermò che lo era, ma non gli venne riconosciuta.
      Due anni fa, anche se era in una struttura per malati terminali, ed andò lì il medico perché lui non riuscì a muoversi e capire, fu nuovamente rifiutato perché la struttura era convenzionata, quindi non avendo sostenuto spese, non gli spettava nulla.
      Ecco la giustizia sociale di sardine, buonisti e tutti i sinistra ti.

  4. Certo che ci voleva uno scienziato per capire che gli immigrati oltre a tutto i problemi di criminalità malattie e varie, ci costeranno diversi miliardi di euro alle anno. Lo stato italiano accoglie accoglie e alla fine ci rimette…Anzi ci rimettiamo noi.

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