Recovery Fund: prenderemo in prestito soldi nostri e in cambio dovremo aumentare età pensionabile

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L’Italia, da anni, paga i conti della Ue. Poi riusciamo nell’impresa di prendere in prestito soldi nostri e farci anche rimproverare e dire cosa dobbiamo fare. E’ il caso del Recovery Fund.

Uno strumento di pressione per far passare provvedimenti ostili da parte delle opinioni pubbliche nazionali, come spesso avviene su temi sensibili come pensioni e flessibilità sul mercato del lavoro.

Lo ha spiegato il premier olandese Rutte:

Leader di un Paese che, ogni anno, ci sottrae centinaia di milioni di euro con la propria legislazione da paradiso fiscale.

Basterebbe non versare ogni anno 5 miliardi e passa alla Ue, oltre ad avere una moneta sovrana, per essere autosufficienti.

Secondo Gentiloni “ci sarà molto interesse per le raccomandazioni specifiche per Paese, perché come dice il vicepresidente ci sarà un legame tra i piani di rilancio e le nostre raccomandazioni e sono certo che i Paesi, sapendo di cosa si tratta, avranno molta attenzione. Anche se queste raccomandazioni sono state molto particolari – ha sottolineato – perché per tenere conto della pandemia le abbiamo cambiate molto rapidamente”.

Ma allora, è stato chiesto, significherà soldi in cambio di riforme? Sarà dare forza (give teeth, in inglese) al semestre europeo? “Il nostro strumento di ripresa avrà diversi principi e dispositivi – ha risposto ancora Dombrovskis -. Sarà presentato tutto la prossima settimana. Nel caso del Recovery and Resilience Facility costruiamo sulla base del già esistente strumento Budgetary Instrument for Convergence and Competitiveness (Bicc). Fondamentalmente è lo stesso concetto: finanzieremo i pacchetti di riforme e investimenti dei Paesi membri, in questo caso specifico legati ai piani di ripresa dei paesi membri e il semestre europeo e le raccomandazioni specifiche per Paese daranno l’orientamento (guidance) per operare questi piani. Quindi ci sarà un chiaro legame con il semestre europeo e con le raccomandazioni per Paese”.

Il legame, comunque, non si limiterà alle raccomandazioni per Paese “ma considererà anche le più ampie priorità Ue”, ha aggiunto il vicepresidente, come la transizione green e digitale delle economie.Sulla stessa domanda Gentiloni ha voluto guardare all’aspetto “molto positivo del messaggio: abbiamo strumenti comuni e cercheremo di usarli su priorità identificate assieme. Non direi che il Recovery plan darà le unghie (denti in inglese-ndr) al semestre Ue. Direi che darà potenza di fuoco al semestre Ue e questa potenza di fuoco sarà legata a priorità, certamente, ma dal mio punto di vista questo non significa dare forza solo alla parte di vigilanza”.

A quel punto in maniera del tutto esplicita è stato chiesto ai tre esponenti dell’esecutivo comunitario se temi controversi come l’età di pensionamento e la flessibilità sul lavoro continueranno a fare parte delle raccomandazioni specifiche per Paese. Ancora una volta il primo a rispondere è stato Domrovskis. “Le riforme – ha detto – andranno viste nel contesto del semestre europeo e delle priorità generali previste dalla nostra strategia di sostenibilità annuale e si concentreranno su 4 aspetti: stabilità economica, equità sociale, sostenibilità ambientale e produttività. Ci concentreremo su queste quattro aree e anche sulle raccomandazioni specifiche per Paese e sottolineerei anche il lavoro sulla trasformazione digitale e sulla green economy – ha ripetuto – giocheranmo un ruolo cruciale nel nostro Recovery plan”. Una risposta cauta, quindi. Non è un chiaro sì, ma ancor meno è un no.

E il precedente accenno alla presentazione la prossima settimana della proposta fa pensare al fatto che la questione si ancora oggetto di dibattito.Per Gentiloni “è chiaro che lo sforzo che assicureremo con questo piano di rilancio e i suoi finanziamenti è per supportare i settori e le aree più colpite. Ma le priorità di cui abbiamo parlato oggi saranno assolutamente cruciali, sia il pilastro sociale, sia la sostenibilità ambientale che la transizione digitale dovranno essere tutte priorità. Poi certamente – ha aggiunto – Paese per Paese ci saranno raccomandazioni e impegni specifici“. Anche qui una riposta cauta, quindi.




2 pensieri su “Recovery Fund: prenderemo in prestito soldi nostri e in cambio dovremo aumentare età pensionabile”

  1. Allora ditelo che queste cazzo di pensioni non le volete più dare! No che fai come l’asino e la carotina, te la do… ma più avanti… volete dare i nostri soldi ai negri di merda DITELO BASTARDI!!!

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