Coronavirus: 17.669 morti e torna a salire aumento contagi (+3.836)

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Il numero dei contagiati sale a 139.422, +3.836 nelle ultime ventiquattro ore. In forte rialzo rispetto al +3.039 di ieri. I morti sono ora 17.669, con 542 deceduti nell’ultimo giorno. In calo rispetto ai 604 di ieri.

I dati di Iran e Cina sono palesemente falsi. Quelli di Spagna, Germania, Usa e Francia non aggiornati.

Si conferma la riduzione dei pazienti in terapia intensiva. La maggior parte dei positivi, spiega il capo della Protezione civile, il 66 per cento, si trova in isolamento domiciliare.

In terapia intensiva sono ricoverati 3.693 persone, -99 nelle ultime 24 ore (il calo è arrivato al quinto giorno consecutivo). In tutto sono stati eseguiti 807125 tamponi.

Ps. Se vi chiedete come mai gli altri parlano di ‘diminuzione dei contagi’ è perché i giornalisti sono tendenzialmente analfabeti e pendono dalle labbra della volpe Borrelli. Loro non danno il dato dei nuovi contagiati (3.836), ma quello dei ‘nuovi positivi’ (1.195).

Come si arriva ai ‘nuovi positivi’? Così: 3.836 -552 morti – 2.099 guariti = 1.195 Voi capirete che è un numero privo di senso per seguire il contagio visto che, più morti significa ‘meno positivi’.

Mascherine e tamponi. Il ‘restate a casa’ è una follia che oltre ad avere avuto alcun effetto sulla diffusione del virus, sta causando danni enormi alla salute dei cittadini. Anche a quella futura.

Sono comunque numeri che non giustificano il blocco di un intero Paese, vista l’incubazione media di 6 giorni del virus.

Dopo un mese chiusi in casa, abbiamo ancora più casi giornalieri di quelli che avevamo all’inizio dell’epidemia, prima di chiuderci in casa. La quarantena ha frenato il contagio? Probabile. Ma il risultato è molto molto molto più basso delle aspettative.

Il motivo è semplice: non puoi rinchiudere tutti, qualcuno deve uscire per fare la spesa e per i lavori necessari, per questo il contagio si diffonde e sarebbe invece stato fermato come in Corea del Sud se avessimo preso una strada diversa. Quella delle mascherine e dei tamponi.

Il 12 marzo, quando è iniziata la quarantena totale, col ridicolo slogan “restate a casa”, avevamo 2.313 contagi giornalieri. Oggi, 8 aprile, quasi 1 mese dopo, ne abbiamo quasi quattromila.

Detto che il numero dei tamponi può ovviamente inquinare la statistica, è comunque un dato di fatto.

Cosa avremmo fatto noi? Intanto avremmo chiuso fuori i cinesi e messi in quarantena gli italiani dalla Cina all’inizio di gennaio, e quindi non si sarebbe nemmeno posto il problema. Anzi, noi con la Cina non avremmo avuto nulla a che fare da anni, con il problema quindi nemmeno proponibile.

Ma, una volta esploso, si sarebbe dovuto chiudere tutto in Lombardia a febbraio al tempo della zona rossa di Codogno. E chiusi tutti i luoghi di aggregazione a livello nazionale. Con una massiccia diffusione di mascherine.

Oggi avremmo ‘solo’ centinaia di morti. E domani avremmo avuto milioni di disoccupati in meno. E no, non è il “senno di poi”, lo abbiamo scritto subito.




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