Conte: 6 euro agli italiani per fare la spesa e 42 euro al giorno per gli immigrati

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In un atto di profonda magnanimità, sua eccellenza il caudillo Conte ha concesso agli italiani reclusi in casa propria un bonus per fare la spesa. Che non andrà a loro, ma alle solite associazione tipo Caritas attraverso i Comuni.

“[…] con un’ordinanza aggiungiamo a questo fondo altri 400 milioni, un ulteriore anticipo destinato ai Comuni con il vincolo per cui questa cifra va utilizzata per le persone che non possono fare la spesa”.

Questi 400 milioni sono poco più di 6 euro ad italiano. Ovviamente non finiranno a tutti, ma ai soliti. E tutti sappiamo chi sono.

Ma anche in astratto è un’offesa. Ad oggi, con il ritorno del Pd al governo per la quarta volta in sei anni senza passare dal voto, ognuno degli 85mila immigrati che ospitiamo in hotel prende una media, prende in forma di vitto e alloggio una cifra che ci costa 42 euro. Al giorno:

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Sei euro una tantum e quarantadue euro al giorno. Questa è la proporzione. E nessun fottuto politico ha ancora chiesto lo sgombero degli hotel che ospitano questa massa di fancazzisti, nemmeno in piena emergenza coronavirus. Anzi, molti di loro, come oggi Renzi, chiedono di regolarizzare i clandestini.

L’ingiustizia è enorme. Abbiamo anziani che telefonano ai carabinieri perché, chiusi in casa, non possono più cercare cibo negli scarti dei supermercati. E lui destina una trentina di euro a famiglia che, statene certi, attraverso i soliti buonisti non andranno né alle nostre famiglie povere né ai nostri anziani.

Qualcuno ci deve spiegare perché i contribuenti italiani devono spendere una media di 35 euro al giorno ad immigrato per mantenerne 85mila in centri di accoglienza, invece di spendere la stessa cifra per aiutare 85mila dei nostri anziani e bambini più poveri. Quale è il senso di tutto questo?




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