Coronavirus, il piano del ministro: soldi a chi lavora in nero

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Giuseppe Provenzano, ministro per il Sud: “se la crisi si prolunga, dobbiamo prendere misure universalistiche per raggiungere anche le fasce sociali più vulnerabili: le famiglie numerose, oltre a chi lavorava in nero. Non basta la cassa integrazione in deroga per gli artigiani”.

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Una frase che non è piaciuta al leghista Roberto Calderoli: “Pensavo di aver viste tutte, ma mi mancava un ministro che chiede allo Stato di sostenere anche chi lavora al nero”. E ha aggiunto: “Forse Provenzano lo ignora, ma chi lavora in nero ruba a tutti e usufruisce senza mettere un euro dei servizi finanziati da chi le tasse le paga e quindi ruba due volte”. Per questo il vicepresidente del Senato si appella a Giuseppe Conte: “Il premier può e deve revocargli le deleghe. Se il premier Conte non lo fa allora significa che condivide il pensiero di Provenzano e quindi a dimettersi dovrebbe essere lui”.




Un pensiero su “Coronavirus, il piano del ministro: soldi a chi lavora in nero”

  1. Se la pandemia avesse colpito l’africa e risparmiato i paesi bianchi questi ultimi sarebbero corsi ad aiutarla con uomini e mezzi. Dall’africa non dobbiamo aspettarci niente, anzi loro sono ben contenti sotto sotto.
    La resa dei conti arriverà ben presto, con questa ulteriore botta, forse scientemente voluta, ai popoli bianchi i neri saranno ancora più imbaldanziti e presto potranno pensare che la tecnologia non sia più sufficiente a salvare qualche centinaio di milioni di bianchi, già minati al loro interno da immigrazioni di massa, dalla furia di miliardi e miliardi di africani ed asiatici desiderosi di mettere i bianchi in posizione di inferiorità.

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