Torino: 400 licenziati, fabbrica si sposta in Polonia

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Oltre 400 lavoratori della Mahle dislocati negli stabilimenti di La Loggia (Torino) e Saluzzo (Cuneo) verso il licenziamento. La multinazionale tedesca specializzata nella produzione di componenti automobilistici intende chiudere le due fabbriche italiane, i 430 dipendenti andranno a casa.

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La Mahle ha motivato la decisione di chiudere gli stabilimenti italiani facendo leva sulla difficile situazione del mercato globale, che si traduce in un calo degli ordini a livello europeo, che ha riguardato soprattutto la produzione di motori diesel. Questo ha ridotto notevolmente la mole di lavoro destinata agli stabilimenti di La Loggia e Saluzzo.

Intanto le sigle sindacali accusano l’azienda: “Il nostro prodotto viene trasferito in Polonia dove costa meno. La professionalità viene in secondo piano. Solo i soldi contano”.

Sindacati, idiozia moderna: sono a favore della Ue e contro i dazi, poi si lamentano se le multinazionali sfruttano le opportunità che questo porta. Spostare le fabbriche in Polonia e Romania fa scendere i costi e non hai barriere se poi vuoi esportare il prodotto in Italia: perché dovrebbero restare qui?

Dazi e frontiere, solo così si difendono i lavoratori. Come fa Trump negli Usa.

Invece loro aprono alle merci e anche ai lavoratori stranieri, così i licenziati si trovano poi a competere anche con i nuovi arrivati.




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