A Göteborg, in Svezia, una donna di 50 anni è stata ritrovata sanguinante per strada da un’automobilista: era legata e bendata, per un pelo non l’ha investita.

La donna era stata sequestrata da due immigrati e violentata in ordalia durata due giorni, dopo che i due l’avevano rapita durante un’aggressione, nella quale il marito era stato accoltellato.
In Svezia è ormai la norma lo stupro di migranti ai danni di donne autoctone. Come testimonia la foto in alto, simbolo dell’epidemia di stupri etnici nel paese scandinavo:
Stupri etnici: all’origine del Male, lo stupro di Linda e Jenny
Ma Greta pensa al ‘clima’. Ci deve essere qualcosa nell’aria, in Svezia. O, forse, nell’acqua.

Sono le falle del progressismo, che molti si rifiutano di guardare. Non puoi aprire le porte a numerosi elementi afroislamici che provengono da realtà in cui la sessualità è fortemente repressa, con una realtà dove invece la sessualità è libera. E’ il caos.
Sicuramente tanto il modello islamico di sessualità repressa, quanto quello svedese fondato sulla promiscuità e il disordine sessuale, sono ambedue modelli negativi.
Ma gli si é congelato il cervello agli svedesi?
Ma le spedizioni punitive non esistono più?