Sy è il primo ‘terrorista umanitario’ ispirato dalla sinistra: uccidere italiani in nome dell’accoglienza

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TERRORISTA IN NOME DELLE ONG PER APRIRE I PORTI

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“Non sono un assassino né un terrorista e mi auguro che giustizia sia fatta anche per noi africani. Sono anch’io un figlio dell’Africa, quell’Africa che voi conoscete molto bene, che ha visto i suoi figli spogliati della dignità umana, di ogni diritto alla serenità, alla felicità, anche oggi”. Sono le parole questa mattina in aula, rendendo dichiarazioni spontanee, di Ousseynou Sy, il 47enne che ha dirottato e incendiato un bus con 50 bambini a bordo, due insegnanti e una bidella lo scorso 20 marzo a San Donato Milanese.

L’ATTACCO A MATTEO SALVINI

Poi: “Come cittadino italiano e africano accuso Salvini ed il suo governo di crimini contro l’umanità e di genocidio. Quando una persona non viene soccorsa per strada, viene accusata di omissione di soccorso“. Parlando delle sue azioni, Sy ha aggiunto: “L’ho fatto per l’Africa che ha tutto quello che serve per vivere per 10mila anni. Mi chiedo, cosa spinge milioni di persone ad affrontare l’inferno per una vita migliore? La risposta: lo sfruttamento, il disprezzo del popolo africano. Ci chiamate poveracci, sventurati, disgraziati. Noi non siamo né poveracci né sventurati né disgraziati. E quando guardiamo i bambini galleggiare, ormai ci abbiamo fatto l’abitudine, non ci fa più né caldo né freddo”. Questo è stato ‘radicalizzato’ dalla propaganda ‘umanitaria’ delle ong e dei media di regime: è il primo ‘terrorista umanitario’.

Ci siamo portati in casa una bomba ad orologeria. E sono sparsi per le nostre città. Come mine a tempo.

Con l’attentato del senegalese Ousseynou Sy, trasformato in ‘italiano’ nel 2014, siamo stati in presenza di un nuovo tipo di terrorismo: chiamatelo ‘terrorismo umanitario’. Sobillato da Ong e media di distrazione di massa. Prima della sua uscita di ieri in tribunale, aveva già confessato per chi lo aveva fatto:

Sy confessa: “Ong Mare Jonio fatto scatenante”

L’africano aveva infatti postato su Youtube un video per dire basta ai naufragi dei barconi, in cui è evidente l’influenza di programmi e media di sinistra: “Non ce la faccio più a vedere i bambini morire mangiati dai pescecani e le donne incinte affogare”, si sente nel messaggio destinato a amici e parenti in Italia e in Senegal.

Che però si sono guardati bene dal denunciarlo.

Per il 47enne senegalese Ousseynou Sy, padre di due figlie, diventato cittadino italiano nel 2004 dopo aver sposato una ragazza di Crema da cui poi si era separato, l'”Africa doveva sollevarsi” e l’Europa, in questo caso l’Italia, essere punita per le sue “politiche criminali sulla migrazione”.

E’ il primo caso di terrorista sobillato dalla propaganda umanitaria stile Boldrini. Una sardina nera ante-litteram.

Il suo piano, portato quasi a termine, prevedeva di dirottare lo scuolabus con cui lui, africano con precedenti per guida ubriaco e stupro di minori, accompagna 51 studenti, due professori e una bidella, dalla palestra alla scuola media Vailati di Crema. Poi di raggiungere Linate, dove fare una strage da dove “avrebbe voluto prendere un aereo per tornare in Senegal”, hanno spiegato il capo del pool antiterrorismo. Probabilmente si aspettava di essere esaltato come un eroe dal suo universo di riferimento: quel complesso che fa dell’accoglienza un mantra e va in piazza contro Salvini.

Ora, immaginate se un italiano (vero) avesse preso in ostaggio un bus con 51 presunti profughi minorenni appena sbarcati e avesse tentato di bruciarli vivi: minimo sarebbe stata colpa di Salvini. Ma sarebbe stato molto di più.

Invece l’attentatore era come al solito afroislamico e le vittime italiane. E allora è colpa di Boldrini e soci.

Questo terrorista è figlio loro. Un figlio bastardo.




2 pensieri su “Sy è il primo ‘terrorista umanitario’ ispirato dalla sinistra: uccidere italiani in nome dell’accoglienza”

  1. Buona fortuna, Ebola-chan! Vai a nord, ti aspettano con ansia. Vai ovunque perchè sei la nostra ragazza, anche se cercheranno di fare di tutto per fermarti. Noi facciamo il tifo per te.
    E se non bastasse, anche solo il tifo sarebbe sufficiente.

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