Il sindaco leghista aiuta i bimbi italiani, protesta il PD: “discriminatorio”

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La giunta comunale di Pisa ha ideato un nuovo criterio per regolare gli accessi agli asili: dare la precedenza alle famiglie che sono residenti in città da più tempo senza tenere, invece, in considerazione le fasce di reddito. Questo per fare sì, come nella vicina Cascina, che anche gli italiani possano accedere a questo servizio, solitamente ingolfato dalla presenza di immigrati.

Il sindaco leghista, Michele Conti, infatti, ha deciso che dal prossimo anno il criterio della “storicità di residenza” sarà vincolante nelle graduatorie che permettono di accedere alla scuola materna.

Questo criterio è stato approvato nei giorni scorsi e inserito dalla giunta nel Documento unico di programmazione collegato al bilancio comunale. Tale documento sarà discusso in consiglio il 19 dicembre. E le opposizioni della sinistra hanno annunciato battaglia: sono ormai il partito degli immigrati.

Pd e soci parlano di “criterio discriminatorio”, di “slogan sovranista” che mira a punire le persone in base alla loro residenza andando, inoltre, a colpire le famiglie più povere e deboli. Che, casualmente, sono gli immigrati. E gli zingari.

Secondo le opposizioni, inoltre, una mossa del genere sarebbe un incentivo ad andare ad abitare nei comuni limitrofi che non hanno in vigore una norma come quella proposta dalla giunta leghista.

Insomma, un esodo di immigrati nei Comuni guidati da sindaci PD. Un motivo in più per non votarli più.

“Prima i pisani” anche per i bonus L’idea di regolamentare gli accessi agli asili comunali (che sono in tutto una decina)tramite il criterio della residenza da maggior tempo, non è un caso isolato o una novità assoluta per una giunta che, anche in altri campi, applica norme di questo tipo. Il criterio della residenza, infatti, viene utilizzato a Pisa anche per l’emergenza abitativa, per il bonus idrico che dovrebbe consentire l’accesso all’acqua ai meno abbienti, per il bonus Tari e il bonus per le mamme in difficoltà.

Gli italiani non fanno figli anche perché tutti i servizi sono ormai occupati da ‘loro’, quindi scelte come questa sono ottime. E andrebbero istituite a livello nazionale: compresa la madre di tutte le disposizioni, quella che impone la certificazione di non patrimonio in patria che, di fatto, taglia ‘loro’ fuori da tutti i servizi come case popolari e altro.

E che li tagliava fuori anche dal Reddito di Cittadinanza, prima che Di Maio e soci:

Reddito di Cittadinanza a tutti gli immigrati: avranno anche gli arretrati!




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