Ronde patriottiche slovene a caccia di clandestini sul monte Nevoso

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Ilirska Bistrica è nata la “varda”, unità paramilitare composta da una dozzina di uomini accomunati da un preciso obiettivo: controllare il confine con la Croazia per “impedire l’ingresso illegale dei migranti”. La “guardia del Litorale”, il cui leader è Erik Radelj, giovane stiriano di 38 anni e vicino a Andrej Šiško, già candidato del movimento di estrema destra Slovenia Unita alle presidenziali di due anni fa e condannato a otto mesi di carcere per attività sovversiva dell’ordine costituzionale, indosserà l’uniforme ma non avrà armi con sé.

A darne notizia sono stati i giornalisti del quotidiano sloveno Primorske Novice negli ultimi giorni. Gli uomini di Radelj avranno il compito di informare la polizia sul passaggio di migranti nella zona del monte Nevoso che risulta essere uno dei varchi della rotta balcanica. Al momento non si hanno notizie di pattugliamenti. La polizia slovena è a conoscenza del fenomeno e, come riporta Radio Capodistria, “sono seguiti con particolare attenzione, come sempre nel caso di gruppi autoproclamati o ronde”.

La zona del monte Nevoso risulta essere un vero e proprio crocevia nella rotta migratoria che dai campi profughi della zona di Bihac, in Bosnia, tenta di oltrepassare il confine tra Croazia e Slovenia, per poi puntare all’arrivo in Italia. Durante l’estate sono state svariate le segnalazioni del passaggio di migranti, sia nella zona di Suho che in località Mirin (dove sono apparsi cartelli in arabo con la scritta “attenzione mine”) ed infine, sulla direttrice Sviscaki e Koritnice. Nell’ultimo periodo il flusso sembra essersi ridotto, anche a causa del peggioramento delle condizioni atmosferiche.

Dalla informazioni circolate, si è appreso che Lubiana non vede di buon occhio queste realtà. “Il Consiglio per la sicurezza nazionale – scrive infatti Radio Capodistria – ha incaricato il Ministero degli interni e quello della giustizia di preparare una proposta di modifica del codice penale che possa perseguire legalmente azioni di questo tipo”.


Chi difende i confini viene perseguitato nell’Europa post-moderna.
In verità vi dico che patrioti italiani dovrebbero unirsi a quelli sloveni e passare le vacanze nella zona del monte Nevoso: perché è lì che inizia la nostra frontiera.

Intanto, patrioti cacciatori in Friuli, organizzate ronde simili: clandestini invece dei cinghiali. Ovviamente senza sparare, ma bloccandoli e segnalandoli alla polizia. Questo, fino a che lo Stato non decide di spostare i nostri soldati dal confine tra Libano e Israele a quello tra l’Italia e la Slovenia.




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