Tribunale di Milano disapplica legge italiana e blocca espulsioni

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Il Tribunale di Milano disapplicava la norma italiana e la sostituiva con la regola Ue. Insomma, una toga rossa sceglieva la legge che più gli aggrada, fatta da burocrati di Bruxelles appartenenti come lui alla cabala globalista. Roba da eversione.

Col decreto Salvini, da mesi, le Questure eseguivano l’espulsione dei richiedenti asilo che dopo un primo rigetto si presentavano a reiterare domanda di protezione internazionale, che una norma del decreto Salvini 2018 dispone nemmeno venga presa in considerazione per un esame neanche preliminare degli eventuali nuovi motivi di protezione addotti dal fancazzista: se ti hanno rigettato la richiesta d’asilo, devi andare a casa.

Ma il Tribunale civile di Milano, quello a cui si rivolge sempre la famigerata ASGI finanziata da Soros, ha disapplicato questa legga italiana votata dal Parlamento italiano, e al suo posto ha applicato direttamente la contrastante regola della Direttiva comunitaria 2013/32, che (come chiarito già dalla Corte Ue nel caso del Belgio) pretende almeno «un esame preliminare» dei possibili «elementi nuovi». Compito di cui dunque non può essere spossessata la competente Commissione Territoriale (il che ferma intanto le espulsioni e fa rimanere il fancazzista in Italia per mesi, forse anni).

Immaginate: ogni volta che ti respingono la domanda, tu fancazzista torni e la ripresenti, e si torna da capo. Geniale norma Ue applicata da toghe che flirtano con l’eversione.

Insomma, abbiamo delle toghe che si arrogano il diritto di applicare una legge sovranazionale invece di quella votata dal Parlamento.

Figuriamoci cosa sarebbe accaduto se l’Italia avesse aderito al Global Compact dell’Onu sulle migrazioni: avrebbero applicato quello.

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Un altro esempio di come non si possa stare nella Ue. Perché intrinsecamente anti-democratica. Perché la nostra burocrazia in combutta con quella Ue disapplica norme italiane per applicare quelle non volute dai cittadini ma da una combriccola di globalisti.

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