“Vi prego, la dose”, italiana striscia ai piedi degli africani che la prendono a calci

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Testimonianza agghiacciante. Se fossimo nei Caronte delle Ong e nei politici che ne hanno permesso l’arrivo, ci impiccheremmo per il senso di colpa.

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«PARCHEGGIO l’auto e scendo, proprio nei pressi della galleria Verdi. A quell’ora c’è un monte di gente in giro, è anche per questo che non mi capacito:per terra, a strisciare, c’è una donna. Avrà avuto 40-50 anni, indossa un golfino rosso, si lamenta. E’ prostrata davanti a due giovani di colore, datemi una dose, vi prego, datemi una dose perché non ce la faccio più».

Ecco. A fare questo sono venuti i vostri fottuti profughi. Quelli che manteniamo in hotel e che, nel tempo libero, spacciano morte. O fanno a pezzi Pamela. Stuprano a morte Desirée.

A parlare, è una ragazza italiana, incredula per la scena a cui ha assistito. Un anno fa. E non finisce qui.

Quelli la guardano in cagnesco e poi, di colpo, la prendono a calci: «Vattene di qui, non ti diamo niente. E’ giù un calcio. Vai via, non è il posto adatto». Ma lei insiste e uno dei due giovanotti si dirige verso una panchina dove è seduto un tizio con una bambina in braccio. Confabulano. Alla fine l’uomo della panchina si alza e va verso la donna in terra.

«Hanno parlottato, lei si è calmata e si è rialzata. Si erano messi d’accordo».

E’ «possibile che nella mia città, in mezzo alla mia gente, si debbano vedere scene così avvilenti?».

Abbiamo importato la morte. L’abbiamo fatta entrare. E la chiamano accoglienza.

E’ il tempo di ripulire l’Italia. O lo fa Salvini, o lo farà qualcun altro. La situazione è intollerabile. Una disgraziata italiana distrutta dalla facilità con la quale ormai si trova la droga che striscia davanti a due africani per elemosinare una dose, e viene presa a calci: non vi fate schifo, voi che siete per l’accoglienza di queste bestie?




5 pensieri su ““Vi prego, la dose”, italiana striscia ai piedi degli africani che la prendono a calci”

  1. Mi indigna molto di più che per la morte di Stefano Cucchi si siano versate tante lacrime di coccodrillo. Le sacrosante botte che gli avrebbero causato la morte hanno il solo torto di essere state poche, perhè in un paese civile alla sorella avrebbero fatto pagare la pallottola con cui lo spacciatore scavezzacollo veniva giustiziato con un colpo alla nuca o in bocca, fate voi. Quanto agli spacciatori, non ho dubbi: pena di morte a chi spaccia, pena di morte a chi si droga, pena di morte ai genitori di drogati e spacciatori minorenni.

  2. La droga marcofrollini e’ una piaga sociale profondissima. gli spacciatori vanno perseguiti senza se e senza ma, pero’ mettiamo anche in conto che se ci sono gli spacciatori ci sono anche i drogati, quindi la domanda all’offerta di morte. iniziamo anche a fronteggiare i drogati che sono all’origine del mercato. bisogna aiutarli certo, ma non liberalizzando la droga, mi viene da ridere quando sento parlare di liberalizzazione dell’uso della droga…

  3. l’unico sistema per bloccare la diffusione della droga è il sistema DUTERTE: lo spacciatore viene fatto inginocchiare e gli sparano in testa. Il drogato invece viene immediatamente sottoposto a cure. Con questo sistema Duterte ha fatto fuori in tre mesi 2.000 spacciatori di morte ma in compenso la droga è sparita dalla circolazione

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