Slovenia erige muro a confine Croazia per bloccare invasione islamica

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Del resto, se lo fa Israele (foto), perché non possiamo farlo in Europa?

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Il governo della Slovenia ha annunciato la costruzione di un “nuovo muro anti-clandestini” al suo confine meridionale con la Croazia. Ma ha protestato quando Salvini aveva annunciato l’intenzione di erigerne uno simile al nostro confine artificiale con loro.

Il ministero dell’Interno sloveno ha infatti comunicato l’erezione di uno sbarramento di filo spinato di 40 km, che correrà lungo la frontiera con la Croazia. Già nel 2015 le autorità slovene avevano provveduto a blindare tale striscia di terra, mettendo su una barriera di 180 km che sarà prolungato fino a 220 chilometri.

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“La costruzione di una nuova barriera di filo spinato renderà il nostro Paese maggiormente protetto dalle infiltrazioni di immigrati clandestini disposti ad avventurarsi lungo la rotta balcanica pur di giungere in uno Stato Ue”. La portavoce del dicastero dell’Interno ha poi affermato che la messa a punto di un ulteriore argine ai flussi migratori incontrollati sarebbe stata imposta dai “dati allarmanti” sugli ingressi in Slovenia di stranieri irregolari avvenuti negli scorsi mesi. In base alle statistiche realizzate dalle autorità, lo scorso luglio sarebbe stato appunto caratterizzato da un “picco” di arrivi di clandestini in territorio sloveno, in quanto sarebbero riusciti a varcare i confini nazionali “migliaia di soggetti provenienti da Algeria, Afghanistan, Bangladesh, Marocco e Pakistan”.

Il rafforzamento delle difese anti-immigrati avverrà “nella massima segretezza”. L’esecutivo di Lubiana non ha infatti fornito dettagli né sulla località di confine in cui inizieranno i lavori né sui tempi di realizzazione del progetto. Tuttavia, secondo indiscrezioni diffuse dall’emittente nazionale POP TV e dall’agenzia di stampa Reuters, la costruzione del nuovo muro comincerà in una zona compresa tra i villaggi di Zilje e Zunici, nel sud della Slovenia.

In base a un sondaggio condotto dalla stessa POP TV all’indomani delle dichiarazioni della Likar, il piano governativo diretto a blindare i confini contro gli ingressi di clandestini sarebbe appoggiato dalla “quasi totalità” dei cittadini. Netta contrarietà all’opera è stata invece manifestata nel frattempo dalle ong che hanno promesso di organizzare cortei di dissenso e di condurre “incursioni” proprio nei pressi dei cantieri per la costruzione dello sbarramento.

Si potrebbe iniziare a sparare contro i trafficanti delle ong. Lo fanno perché sanno di essere impuniti.

La Slovenia finge di collaborare e, intanto, ci sbologna decine di clandestini al giorno: serve il muro.

Prosegue l’attacco islamico alla frontiera orientale. Rendendo sempre più fondamentale l’erezione di un muro difensivo intelligente, fatto di barriere nei punti nevralgici.

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Il segretario generale provinciale Fsp Polizia di Stato, Edoardo Alessio: “Bisogna assolutamente responsabilizzare la Slovenia a un maggior controllo del suo territorio, solo così si potrà avere una maggiore tutela da questo fenomeno migratorio che dovrebbe, nel caso della rotta balcanica, avere come maggior protagonista la Slovenia confinaria con paesi non firmatari di Scenghen”.

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“Auspichiamo anche un intervento del Governo diretto a un aumento del personale delle forze di Polizia (non bastano i promessi 49 agenti da qui a aprile 2020) per vigilare il territorio e sopratutto una ferrea linea diplomatica che costringa la Slovenia a una vigilanza capillare e determinata dei suoi confini; infatti, ci viene difficile credere che tutta questa gente, attraversando un paese intero non sia vista e fermata da nessuno durante il transito verso i confini italiani”.

Nei campi per clandestini in Bosnia ci sarebbero, secondo fonti della polizia slovena, almeno 10 mila persone pronte a partire verso l’Italia. Il continuo flusso di clandestini è, sempre secondo fonti di polizia della vicina repubblica, in aumento.

Serve il muro. Non possiamo fidarci degli sloveni. Altrimenti è inutile lamentarsi se poi accade questo:

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E accade molto di peggio.




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